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Alimenti, la Coldiretti boccia lo straniero

Alimenti, la Coldiretti boccia lo straniero

Il cibo continua a tenere banco, è un argomento sempre più di moda. Non solo perché è un rifugio consolatorio alla portata di quasi tutti, anche in tempo di crisi, ma anche perché gli errori che si commettono a tavola sono sempre troppi. Così si spiega, per esempio, il quasi-record europeo di bambini e adolescenti sovrappeso e obesi d’Europa, un primato che l’Italia condivide assieme alla Grecia (dati Ocse 2012). “Nel mondo occidentale molte malattie dell’età adulta sono direttamente correlate a svariati fattori”, sottolinea il dottor Paolo Fiore, responsabile del Centro dietologia e nutrizione dell’istituto Giannina Gaslini di Genova, “fra i quali spiccano l’eccesso di cibo nei primi anni di vita, le abitudini acquisite a tavola, la composizione in nutrienti della dieta, gli stili di vita e le modalità di assunzione degli alimenti”.

Su questi temi il Gaslini ha organizzato l’incontro educazionale “AAA – Adolescenza, alimentazione, assapora la vita“, rivolto agli studenti delle scuole secondarie locali. Dedicato ai pediatri di famiglia, invece, è il convegno centrato su “Inquadramento e approccio terapeutico dell’obesità“, una patologia causata “solo in minima parte da problemi endocrini”, ha precisato Roberto Gastaldi, responsabile del reparto di Auxologia ed endocrinologia del pediatrico genovese. “Però, mentre le nostre possibilità di intervento sulle obesità genetiche sono limitate, molto possiamo fare per contrastare gli altri fattori di rischio”.

Come? “Promuovendo la corretta alimentazione”, prosegue Gastaldi, “così come l’incremento dell’attività fisica e stili di vita salubri e attivi. In quest’ottica, il pediatra rappresenta la figura chiave per promuovere questi comportamenti virtuosi, che determinerebbero anche la riduzione delle complicanze dell’obesità”. Ovvero malattie cardiovascolari, diabete, dislipidemie, ipertensione e steatosi epatica (fegato grasso), solo per citare le più note. A fare da testimonial a queste giornate è intervenuto Vittorio Podestà, vincitore di due medaglie d’oro nella handbike alle ulltime Paralimpiadi di Rio de Janeiro.

Giusto per restare all’estero, è da lì che provengono gli alimenti più tossici presenti sulle nostre tavole. La fonte è – come si dice – un po’ di parte (Coldiretti), ma è indiscutibile che una riflessione su questi temi è opportuna. Anche perché sono ben 10 milioni gli italiani che regolarmente abbinano prodotti nostrani con altri di origine “straniera”. L’allarme è presente nel dossier “La classifica sui cibi più pericolosi“, che Coldiretti ha appena presentato al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio.

Il lavoro assegna la maglia nera alla frutta secca di provenienza turca, contaminata da aflatossine cancerogene: è il prodotto che ha fatto scattare il maggior numero di allarmi a livello comunitario, e la classifica è costruita attingendo a questa fonte. Al secondo posto si piazzano le arachidi cinesi, anch’esse cariche di aflatossine; al terzo le spezie indiane, per la presenza di contaminazioni microbiologiche e residui chimici in eccesso; al quarto – a sorpresa – il pesce spagnolo, in particolare spada e tonno, dalle carni ricche di metalli pesanti; al quinto, un’altra volta, la Turchia, stavolta con frutta e verdura. Soprattutto i peperoni con la mezzaluna pare siano ricchi di pesticidi.

Ancora, al sesto posto ecco un altro prodotto indiano, il sesamo alla salmonella. E poi, a seguire, i pistacchi iraniani (ancora aflatossine), olive e fragole egiziane (pesticidi), altri pistacchi, stavolta americani (sempre aflatossine), pesce vietnamita (metalli pesanti), paprika, peperoncino, broccoli e funghi cinesi (pesticidi), i polli polacchi e persino i formaggi francesi (pure loro!), entrambi ammorbati da contaminazioni microbiologiche. E adesso provate a fare la spesa facendo lo slalom fra i veleni, se ci riuscite.

FB.

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