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Biodiversità, questa sconosciuta: a cosa serve e come si tutela

Biodiversità, questa sconosciuta: a cosa serve e come si tutela

Oggigiorno è difficile leggere la pubblicità di un prodotto alimentare, specie se destinato all’infanzia, senza incontrare nella descrizione la parola “biodiversità”. Quasi fosse un mantra, ritorna frequente nei discorsi a proposito di salute e benessere, anche se poi a guardar bene nella pratica non ci sono riscontri. Ma cosa significa davvero biodiversità? Secondo il Wwf, con questo termine si indica la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra e si misura a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi. Dagli organismi minuscoli alle piante, dagli animali fino agli uomini, ogni elemento rientra in un sistema univoco, collegato strettamente. Anche gli essere umani fanno parte della biodiversità e anzi è grazie ad essa che possono avere cibo, acqua, energia e risorse per la nostra vita quotidiana. Ad arricchire la biodiversità pensano le farfalle, le balene, le foreste, le barriere coralline. La biodiversità, poi, garantisce la sopravvivenza della vita sulla Terra. E, proprio per questa ragione, l’uomo non ha il diritto di estinguere specie viventi, ma dovrebbe impegnarsi per preservare l’ambiente e le risorse della Terra per le generazioni future. Soprattutto se ha appena avuto un figlio e sogna di regalargli un mondo perfetto.

Una rivoluzione iniziata negli anni Sessanta
Il primo ad accennare all’idea di biodiversità nel 1968 è stato l’ecologo Raymond Dasmann. Successivamente il termine è diventato il titolo di un libro curato da Edward Wilson, biologo ed evoluzionista americano, che raccoglieva testi di esperti internazionali dedicati a questo argomento. La definizione ufficiale è ampia, anche se nella vita di tutti i giorni si tende a pensare la biodiversità in chiave agricola, focalizzandosi sulle piante coltivate, sulle possibili varianti e sugli animali allevati. Invece il concetto deve essere più ampio, anche perché la scienza ha confermato che un ambiente molto vario, ricco di tante specie, sopporta meglio l’inevitabile impatto dell’attività umana. In un ambiente simile tutto funziona con efficienza, dalla depurazione delle acque inquinate all’emissione di ossigeno da parte delle piante.

Dalla Hipp un’azienda modello per la biodiversità
Lo sanno bene alla Hipp, azienda che da oltre sessant’ anni produce alimenti per bambini usando coltivazione organico-biologica. Tanto che nel 2009, in cooperazione con alcuni ricercatori, Bioland e l’Associazione Bavarese per la Protezione degli Uccelli, hanno avviato presso la fattoria di Ehrensberg la sperimentazione di metodi che abbiano un impatto positivo sulla fertilità del suolo e sulla diversità delle specie nella praticoltura. L’obiettivo è stato quello di gestire questa fattoria biologica in maniera sostenibile, efficiente e nel rispetto della biodiversità, rendendola così un’azienda modello. Il sito di Ehrensberg dovrebbe servire come un laboratorio, per elaborare strategie vantaggiose in termini di costi e conservazione della biodiversità, da proporre poi ai propri fornitori. In termini pratici, il risultato è quello di aver creato una fattoria che ha qualcosa di magico. Perché raccoglie specie rare e in via di estinzione, dalla vacca Bruna Originale, alle pecore Skudde, fino ai “polli dal ciuffo”. Animali che pascolavano duemila anni fa e che adesso sono sulla Lista Rossa, l’elenco degli animali da reddito a rischio estinzione.

Nella fattoria di Ehrensberg si sono insediate altre specie a rischio come gli ululoni dal ventre giallo, l’averla piccola, il barbagianni. Nulla di cui stupirsi, visto che in tutta la fattoria sono stati collocati anche nidi artificiali per civette, storni, balestrucci, pipistrelli. Ai margini dei terreni coltivati della fattoria e sui prati, poi, si è favorita la nascita di nuovi ecosistemi come filari di alberi, siepi di protezione selvatiche, siepi morte, per offrire habitat naturali a rettili, uccelli, piccoli mammiferi ed insetti. Tutto su un terreno che viene curato nel rispetto della Natura e secondo i suoi ritmi. In ossequio al principio secondo il quale se il  terreno è sano, le piante sono sane e lo sono anche l’essere umano e l’animale.

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