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La crisi è anche a tavola: un rischio per i piccoli?

La crisi è anche a tavola: un rischio per i piccoli?

Quando i soldi sono sempre meno conta anche il risparmio sul cibo. Spesso a scapito della qualità più che della quantità. Lo dimostrano le ricerche: la voce alimentazione è la prima a contrarsi nelle famiglie più povere in tempi di crisi.

E tutto ciò potrà avere conseguenze sulla salute dei bambini. Lo sostiene Giorgio Tamburlini, presidente del Centro per la Salute del Bambino onlus di Trieste in un articolo dal titolo “Crisi economica e condizione infantile” appena pubblicato sulla rivista “Medico e Bambino”.

Se mancano nutrienti preziosi, effetti in prospettiva

“È successo in altri paesi ed è prevedibile che accada anche da noi, dove le statistiche Ocse e Unicef ci dicono che abbiamo già un 16% di bambini che vivono al di sotto della soglia di povertà, soprattutto al Sud”, chiarisce il pediatra Tamburlini. “Gli effetti della peggiore alimentazione si vedranno nel medio-lungo termine: non si tratterà di malnutrizione vera e propria, ma di carenze nutrizionalidovute alla mancanza di micronutrienti come vitamine e oligominerali contenuti nei cibi di qualità. Saranno effetti ‘sfumati’, ma diretti: un’alimentazione scadente provoca una diminuzione della funzione immunitaria, con un conseguente aumento della severità delle malattie infettive. Inoltre, alcune malattie, quali la Tbc, sono strettamente associate a peggiori condizioni di vita”.

Risparmio sul cibo sì, ma con intelligenza

A fare la differenza, non sarà però soltanto il portafoglio. Molte famiglie oggi hanno dalla loro parte una nuova cultura alimentare. Non è detto insomma che sia necessario essere ricchi per fare una spesa intelligente. “Basta privilegiare certi alimenti: ad esempio proporre frutta fresca al posto delle merendine. Scegliere sempre i prodotti a chilometri zero e di stagione perché hanno bisogno di minori trattamenti e organizzarsi, anche nelle grandi città, per acquistare direttamente dai produttori”, suggerisce Tamburlini.

In tempi bui, può succedere che le difficoltà familiari vengano scaricate sui bambini. “Il forte stress di alcuni genitori porterà a un aumento della tensione in famiglia e, nei casi peggiori, a situazioni di rischio”, avverte il pediatra triestino che auspica un monitoraggio di questi fenomeni e una forte prevenzione attraverso politiche sociali e di sostegno adeguate.

Articolo di Chiara Sandrucci

 

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