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A che età un bambino può mangiare i gamberi?

Poiché si tratta di alimenti altamente allergizzanti, occorre andarci cauti. Ecco quando si possono iniziare ad introdurre nella dieta dei bambini

A che età un bambino può mangiare i gamberi?

Arriva l’estate e la voglia di mangiare pesce, soprattutto fresco, è maggiore. I piccoli sono attirati in modo particolare dai sapori dolci e sarà decisamente difficili trattenerli da desiderio di assaggiare i gamberi, magari fritti, in pastella o all’interno di spiedini grigliati. Prima di dare a tuo figlio qualsiasi cosa, sarebbe sempre opportuno chiedersi a quale età un cibo sia indicato.

Devi infatti ricordarti che il piccolo, soprattutto nei primi due anni di vita, ha un apparato digerente diverso da quello del genitore, perché è ancora immaturo. Inoltre, in fase di svezzamento non sei ancora consapevole di quali siano le sue probabili o potenziali allergie, quindi è meglio essere sempre molto cauta, soprattutto con alimenti come i crostacei, noti per essere altamente allergizzanti.

Si consiglia quindi di far assaggiare i gamberi al bambino non prima dei 2 anni, per evitare reazioni indesiderate. Se il bimbo si è già dimostrato un soggetto allergico, conviene attendere addirittura i tre anni. Ovviamente, nella “categoria gamberi” rientrano tutti i prodotti della famiglia crostacei, quindi i gamberoni, i gamberetti, le aragoste, ma anche i molluschi e le conchiglie, tra cui cozze, vongole, ostriche lupini di mare e calamari.

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Perché bisogna essere cauti con crostacei e molluschi?

I crostacei e i molluschi sono alimenti, come abbiamo anticipato, sia potenzialmente allergizzanti sia in grado di dare intolleranze alimentari anche gravi. Il motivo? Possono contenere istamina, soprattutto se mal conservati (basta uno sbalzo termico). Inoltre, alcune delle loro proteine possono restare stabili al calore, quindi anche dopo la cottura. E questo è un grosso problema, perché il senso comune ci porta a cuocere i cibi pensando di eliminare quasi tutti gli eventuali rischi. Con crostacei e molluschi non è così.

Come si introducono?

Non si dà mai il pesce crudo al bambino quindi, nonostante la cottura non elimini tutti i rischi, devi cucinare i gamberi. Li puoi introdurre in un sugo per la pasta, farli alla griglia, semplicemente bolliti o fritti. La prima volta non può essere l’alimento principale del pasto del bambino, prima di tutto perché il sapore dolciastro talvolta non piace e poi proprio per precauzione. Il consiglio è quello di fargliene assaggiare qualche pezzettino, magari attingendo dal tuo piatto dopo che lui ha consumato la sua pappa. In questo modo hai tempo di capire se è di suo gradimento e poi verificare che non ci siano reazioni di alcun tipo. La prossima volta introdurrai un piccola quantità in più. Sii moderata per le prime settimane.

Quali sono i sintomi di un’eventuale allergia ai gamberi?

Possono manifestare orticaria, prurito, dermatite, gonfiore al viso, alla lingua, in gola e in diverse parti del corpo, difficoltà a respirare, dolore addominale, nausea, vomito, vertigini e formicolio in bocca. Come comportarsi? Porta immediatamente il bambino al pronto soccorso, perché potrebbe aver bisogno di un’iniezione di emergenza di epinefrina (adrenalina).

Esistono dei fattori di rischio?

Sì, esistono. I bambini che hanno già sviluppato delle allergie hanno un rischio maggiore di essere allergici anche ai crostacei o ai molluschi, così come i bambini che hanno un genitore allergico a questi alimenti. Sono più sensibili i bambini che soffrono di asma e questo tipo di problema è più comune nei maschietti che nelle femminucce. Inoltre, l’allergia ai gamberi si può sviluppare a qualsiasi età.

 

Valentina Rorato

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