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Pesce senza lische

Altrimenti non mangia! Ma si possono offrire menu golosi e variati. Basta saper scegliere con occhio attento, già in pescheria...

Pesce senza lische

Lo sappiamo bene noi genitori: il pesce è un alimento preziosissimo per la salute dei nostri figli. «Ma, spesso, riuscire a farlo digerire è complicato», spiega  Augusta Albertini, nutrizionista. L’estate, paradossalmente, non aiuta.
Il fermo-pesca, voluto dal Governo per consentire la riproduzione delle specie e garantire, così, la salvaguardia della fauna marina, potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. «Il rischio è quello di acquistare pesce da mari lontani, non sempre fresco causa trasporto. Possiamo ovviare al problema abituandoci a consultare le mappe dei territori, in qualunque pescheria o market compriamo: dicono tutto del pescato che metteremo in tavola». Con una partenza così, il resto sarà in discesa. E cucinare un pesce senza lische diventerà routine.

Ma quali spine?

Mastica bene! Alzi la mano chi di noi non l’ha raccomandato al proprio figlio almeno una volta. «Dare scacco alle lische si può», rassicura la nutrizionista. «Per prima cosa instaura un rapporto di fiducia con il pescivendolo. Da esperto, saprà consigliarti il pesce più fresco che, per una sicurezza maggiore, farai eviscerare e sfilettare da lui».
Preferisci pulirlo tu. Evisceralo, poi cuocilo intero. «Il pesce ha una conformazione semplice: dopo averlo cucinato, basta prendere la lisca per la coda e sfilarla. Se fresco e ben cotto, verrà via senza lasciare tracce insidiose per il bambino».
Sarà rimasta una lisca? Nel dubbio, puoi sempre preparare una bella zuppa alla corsa, frullando finemente i tocchetti
di pesce e mixandoli con quel che tuo figlio mangia più volentieri.

Pesce e bambini5 cose da sapere

Sos inquinamento

Occhio alle microplastiche. «Che i pesci in cima alla catena alimentare contengano metalli pesanti – mercurio, piombo, arsenico per citarne alcuni -, è noto», sottolinea Albertini. «Quel che non tutti sanno è che possono contenere anche microplastiche ricche, ad esempio, di ftalati, nocivi per il nostro apparato riproduttivo, o di bisfenolo A, interferente endocrino. Per cui, pesci di grossa taglia no».
Cosa acquistare allora? «Ad esempio la palamita, che ha lo stesso sapore del tonno, ma è più piccola e vive meno. Ingerisce perciò minori quantitativi di inquinanti. Oppure l’occhiata che ha una carne morbidissima. Branzini e orate sono ottimi, anche da allevamento. Nel caso, però, verifica che sia italiano».

Profumo di mare

La semplicità nutre. Sfatiamo un altro luogo comune: se fresco, il pesce non puzza. Anzi profuma proprio. «Per mantenere tutta la sua ricchezza nutrizionale, vietato manipolarlo troppo».
Il bambino lo rifiuta. «Stuzzicalo con una bella pizza colorata ricca di tocchetti di pesce. Perfetti anche in un sugo con del pomodoro fresco, capperi, basilico. Sopra riso e pasta diventa un piatto unico. Quando avrà imparato ad apprezzarne il sapore, prova con del pesce povero – sarde o acciughe -, un filo d’olio e gli aromi che preferisce». Facile, no?

di Chiara Amati

Ricette facili su Insieme di luglio da pagina 93.

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