apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Sicurezza al parco giochi

Sono comodi, sottocasa, ma chi dice che giostrine e scivoli siano anche a prova di incidente? Ecco come avere una risposta

Sicurezza al parco giochi

Giocare in uno spazio pensato per loro: è la prima soluzione per offrire ai piccoli un’occasione di crescita. «I giochi di agilità ed equilibrio, i percorsi spingono a mettersi alla prova, a confrontarsi con i propri limiti, ad affinare abilità che in casa è difficile sperimentare», dice Elena Zighetti, psicomotricista a Milano. «Andare in alto, sullo scivolo, fa sentire onnipotenti (per una volta, sono più alti dei genitori); l’altalena, che alterna slancio in avanti e ritorno alla base, fa provare il brivido di perdersi per poi ritrovarsi». A frequentarli, i giardinetti, possono dare anche brividi diversi: ma tra affollamento e stato di manutenzione degli attrezzi, quanto sono affidabili? Perché la sicurezza al parco giochi è imprescindibile. Ne va dell’integrità dei nostri bambini.

L’organizzazione degli spazi

E’ il primo elemento da valutare quando si parla di sicurezza al parco giochi. «L’area dei piccoli (fino a sei anni) deve essere separata da quella dei più grandi, ad almeno 7-8 metri, e gli attrezzi vanno collocati così che le altalene e gli scivoli siano disposti ai lati», spiega Alessandra Quintieri, Responsabile del Laboratorio Parchi Gioco UL, Istituto Italiano Sicurezza Giocattoli.
Gli spazi sotto alle attrezzature devono essere del tipo “ad assorbimento compatto”. Una definizione ampia, che unifica pavimentazioni diverse, di volta in volta adeguate a seconda del grado di difficoltà dell’attrezzatura che circondano e dell’altezza di caduta critica che questa può raggiungere. Per verificarne la congruità, si può fare riferimento alle norme UNI EU 1176 e UNI EU 1177.

Ai giardinetti in sicurezzaCosa devi sapere

Il nemico invisibile

Ogni gioco va visto nel dettaglio. «Le parti metalliche non devono essere arrugginite, da quelle in legno non devono staccarsi schegge, gli scivoli non devono avere fessure o imperfezioni. Nelle altalene, seggiolini, cavi o funi devono essere in perfette condizioni: i cavallini a dondolo o a molla non devono inclinarsi oltre i 30° gradi per evitare cadute», prosegue Quintieri.

Precoce in tutto?

I nostri bambini, molto più sgamati degli adulti quando si tratta di destreggiarsi tra le tastiere, «rischiano di farsi male nei giochi fisici più dei bambini di pari età delle generazioni passate; perché sono poco abituati a confrontarsi con gli spazi aperti, ad arrampicarsi, a esplorare», spiega Antonino Reale, Responsabile di Pediatria dell’emergenza all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Un elemento in più da tenere in considerazione quando si valuta la sicurezza al parco gioco.

Cade: sdrammatizza!

Se la caduta ha provocato solo un’escoriazione a mani o ginocchia, o addirittura solo un gran ruzzolone, è meglio che gli adulti sdrammatizzino l’accaduto. Un bambino che si sente addosso un’ansia esagerata e si muove in modo circospetto, non è più protetto, anzi. L’esitazione lo espone al rischio di farsi male. La sicurezza al parco giochi può, quindi, anche essere massima, ma nel caso specifico il bimbo potrebbe farsi male comunque.

Sicurezza al parco giochi: se lo spingono

Insegnare al bambino a non subire gli atteggiamenti che gli danno fastidio e a farsi rispettare è importante (“Se quel che fa ti spaventa, di’ a Marco che non vuoi che ti spinga così forte sull’altalena”), suggerisce lo psicologo Alberto Pellai. Quanto è possibile, comunque, è meglio che gli adulti non intervengano nel conflitto tra bambini.
Se a fare il prepotente, invece, è il figlio di qualcuno che non interviene? «Si può far notare al bambino che con il suo comportamento fa male agli altri, domandandogli, per esempio: “Ti piacerebbe se qualcuno facesse questa cosa a te”?», suggerisce l’esperto. Ma senza dimenticare che la critica è all’atteggiamento (“non è una cosa bella spingere gli altri”), mai al bambino (“sei un prepotente”) e che i bambini hanno tutto il diritto di sbagliare.

Genitori e galateo al parco giochi

Il rispetto dei turni all’altalena è un classico: «La cosa migliore sarebbe lasciare che i bambini si accordino da soli, in autonomia», suggerisce Alberto Pellai, medico e psicologo. «Se sono troppo piccoli, o non trovano l’accordo, si può intervenire, magari per trovare una soluzione condivisa. L’adulto può offrire, ad esempio, la propria regia (“potete fare turni di tre minuti ciascuno, guardo io l’orologio”). Naturalmente, da considerare, che i piccolissimi non hanno una percezione oggettiva del tempo e dunque, armarsi di pazienza, perché i minuti degli altri sembreranno sempre più lunghi». Anche questa è sicurezza al paco giochi.

Leggi l’articolo completo su Insieme di maggio, da pagina 44.

di Francesca Mascheroni

Commenti