apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Aiutini a scuola: i danni dei genitori

Sui banchi di scuola noi genitori siamo già stati: ora tocca ai nostri bimbi. Resistiamo all'idea degli aiutini. Impariamo a prendere le distanze, insegnando loro a cavarsela da soli!

Aiutini a scuola: i danni dei genitori

Uno degli ambiti più a rischio quando si tratta di lasciar spazio agli errori dei figli è quello scolastico. A volte i genitori si sentono giudicati dai risultati dei figli più dei propri bambini. Per evitare quello spiacevole senso di inadeguatezza ci sono genitori, e non sono pochi, che arrivano a fare i compiti al posto dei figli. E a scusarli sempre e comunque con gli insegnanti per non ammettere mai che abbiano sbagliato, che non siano all’altezza delle (proprie) aspettative. Si chiamano “aiutini”. Occhio: spesso fanno più male che bene!

Gli errori servono a capire meglio

Quello che l’educatrice Maria Montessori nel suo metodo aveva denominato Signor Errore (se ne parla a pagina 60 di Insieme, mese di gennaio) per evidenziarne l’importanza pedagogica nel riconoscimento e nel superamento delle difficoltà, viene considerato troppo spesso uno spauracchio da evitare a qualsiasi costo.

I bambini devono restare bambini

«Oggi c’è confusione di ruoli tra genitori e figli», è la valutazione di Daniele Novara, pedagogista e fondatore del CPP, centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, a Piacenza. Un tempo gli adulti stavano tutti dalla stessa parte e, se questo certo poteva dare luogo a comportamenti lesivi del benessere dei bambini, perché era difficile che un piccolo venisse ascoltato o creduto quando denunciava un abuso da parte dei grandi, mettere questa distanza tra genitori e figli non caricava sulle spalle dei bambini le aspettative degli adulti. Prima fra tutte quella di “nascere già imparati”, cioè di avere un comportamento adeguato, quello che nasce soltanto dall’avere sbagliato e riprovato.

Brutte figure in agguato

Oggi i comportamenti non conformi alla mentalità adulta vengono considerati degli errori da correggere. Il giudizio è sempre in agguato e uno degli scenari dove incombe ogni giorno è la scuola.
Quando si entra in questa dinamica, restare l’unica voce fuori dal coro – la famiglia che accetta di vedere il proprio figlio in momentanea difficoltà mentre tutti gli altri ricevono l’aiutino di mamma e papà – richiede doti eroiche.
Un esempio per tutti? Il bambino lascia a scuola il quaderno/il libro e non può fare i compiti a casa. Ma il genitore ha la soluzione sottomano: se scrive chiedendo aiuto sul gruppo di WhatsApp, in cinque  minuti di sicuro la mamma di un compagno gli posterà la foto della consegna da eseguire.  «Perciò, i genitori agiscono di conseguenza, fanno di tutto per non far sfigurare i propri bambini. E via di aiutini!», spiega Novara.

WhatsappRegole e bambini

Aiutini: se l’unico obiettivo è cavarsela

Per proteggerli ci sono genitori che colorano fino a tarda notte, che cercano di imitare la calligrafia dei figli per non farsi scoprire dagli insegnanti e che, quando non ne possono più, scrivono fantasiose e improbabili giustificazioni. Per sfangarla: a mali estremi, estremi aiutini.
«Siamo uno dei pochi Paesi in Europa dove già alle elementari si valutano i lavori mediante giudizi numerici, perfino sui compiti a casa.
È sbagliato e dannoso per l’autostima dei ragazzi», dice ancora Daniele Novara.
«Bisogna, invece, dare tempo ai ragazzi e permettere l’errore per costruire sicurezza, fiducia in se stessi: per imparare bisogna pensare che lo sbaglio è il primo passo verso il miglioramento. È giusto insegnare ai ragazzini a essere positivi, a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. È importantissimo per una crescita serena».

di Patrizia Violi

Commenti