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I bambini si arrampicano perché seguono l’istinto

I bambini si arrampicano perché seguono l’istinto

Non appena iniziano a gattonare i bambini cercano di sollevarsi. Tendere verso l’alto li entusiasma e man mano che i mesi e gli anni passano, la ricerca della verticalità aumenta. Infatti i bambini provano ad arrampicarsi ovunque: sul tavolo, sul divano, a volte sulle ringhiere e i corrimano delle scale. Ma se lo fanno una ragione esiste ed è insita nella natura umana. “L’arrampicata fa parte delle abilità motorie di base, che vanno potenziate nel periodo fino ai dieci anni perché si apprendono più facilmente” spiega Walter Stacco, docente senior della Federazione Italiana Fitness.

Per chi non lo avesse chiaro in mente, va detto che le abilità motorie di base sono cinque: camminare, correre, lanciare, saltare e appunto arrampicare. Lo si fa da sempre, solo che i supporti sono cambiati. Una volta i bambini salivano sugli alberi e se ne stavano a cavalcioni dei rami più alti per guardare il paesaggio, mentre oggi, in un mondo organizzato e tecnologico, l’arrampicata avviene in luoghi strutturati come le palestre di roccia, spazi ampi e soprattutto alti, attrezzati con pannelli verticali su cui vengono montate pareti appoggiate, diritte o inclinate, a seconda del grado di competenza e di esperienza di chi si deve allenare. Ma in fondo sull’arrampicata si è sempre insistito molto anche a scuola, come dimostra il fatto che il quadro svedese, presente nelle palestre praticamente da sempre, ad altro non serve che a simulare i movimenti di bilanciamento e spostamento dell’arrampicata. “Si tratta di un istinto fondamentale dell’uomo – insiste Stacco. Non dimentichiamo che i bambini vengono testati, subito dopo la nascita, sulla capacità di aggrapparsi, che serve anche per arrampicare”.

Il soleVa preso a piccole dosi!

L’arrampicata dunque è una tendenza irrinunciabile e secondo gli esperti di ginnastica e benessere va inserita tra gli sport da consigliare ai bambini, anche perché ormai non bisogna andare in montagna per scalare pareti. In città le palestre non mancano e si frequentano in totale sicurezza, indossando un’imbragatura con un moschettone, nel quale si fa passare la corda che pende dalla parete e che serve ad assicurare il piccolo. Se infatti gli sfuggono un appoggio o un appiglio durante l’ascensione, con questa forma di assicurazione non ha conseguenze, ma resta appeso alla corda e poi riparte con slancio. L’arrampicata è raccomandata, infine, perché oltre ad essere divertente e appassionante, fa bene alla salute.

Vengono infatti potenziate forza e resistenza che servono a sollevarsi, ma si impegna anche la capacità di coordinazione e occorre lavorare sull’equilibrio. Infine, allenandosi con costanza, si sviluppa la capacità motoria, che porta a una tonificazione generale dei muscoli di braccia, mani, schiena e addome. Sotto il profilo psicologico, infine, i free climber sono noti per la loro calma e serenità, merito della seratonina, ormone che fa sentire bene e si sviluppa durante l’esercizio. Permette anche di imparare la concentrazione, merce rara nel mondo contemporaneo che, anche per i bambini, corre a cento all’ora.

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Tavolta i bambini che cominciano a fare esperienza della montagna e vanno ad arrampicare possono procurarsi botte i lividi. Incidenti di percorso, sui quali si può intervenire affidandosi ai prodotti Arnidol®, marchio di provata esperienza, che ama guardare al mondo della Natura per selezionare ingredienti e prodotti curativi. Come ad esempio Arnidol® Bump Stick, che grazie al massaggio circolare effettuato per applicarlo e all’effetto rinfrescante allevia i dolori ed evita l’uscita di lividi. Una delle cose da infilare sempre nello zaino!

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