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Cadute al parco giochi: cosa fare?

I bambini lo adorano. Le mamme un po' meno, perché il parco giochi nasconde sempre qualche insidia. E le cadute sono dietro l'angolo. Cosa fare in causi di trauma lo spiega l'esperto

Cadute al parco giochi: cosa fare?

Abbiamo scelto il parco giochi più adatto al nostro bambino e, onde evitare cadute o incidenti, ci siamo preoccupati di controllare tutto, ma proprio tutto. E cioè, come suggerisce Alessia Quintieri, responsabile laboratorio fisico meccanico di UL – Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli, «che tra un’attrezzatura e l’altra intercorra una distanza di almeno 1,5 metri. Che i giochi siano disposti su una superficie ad assorbimento di impatto, come sabbia, ghiaia, prato. Che nello spazio di caduta dell’attrezzatura non ‘campeggino’ ostacoli imprevisti, come travi sporgenti dello stesso gioco o panchine, pali della luce, cestini per i rifiuti, contro i quali il bambino potrebbe facilmente urtare». Poi abbiamo prestato attenzione alle condizioni, in buono stato, della struttura; alle adeguate protezioni di sicurezza, soprattutto dei giochi più alti o di quelli dedicati ai piccoli; all’assenza di radici di piante o parti in cemento delle attrezzature contro cui il piccolo potrebbe inciampare. Nonostante tutto, il nostro bambino s’è fatto male. E adesso? Antonino Reale, responsabile di Pediatria dell’Emergenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ci dice cosa fare.

Ha battuto la testa

«Se cade da un gioco elevato, è sempre buona norma portare il piccolo al pronto soccorso, perché il trauma potrebbe essere tanto più pericoloso quanto maggiore è l’altezza da cui è caduto. Se, invece, si tratta di una caduta dalla propria altezza (come succede, ad esempio, se inciampa mentre corre), in genere non c’è nulla di preoccupante e tutto si risolve al massimo con un bernoccolo. Tuttavia è sempre prudente che il genitore tenga il bambino sotto osservazione per i 2-3 giorni successivi, facendo attenzione a segnali come la comparsa di un voluminoso ematoma del capo, sbandamenti, forte mal di testa, vomito ripetuto, sanguinamento dal naso o dall’orecchio, che potrebbero far sospettare un ematoma interno o una frattura del cranio».

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Cadute: si è fatto male a un arto

Quando il trauma interessa gambe o braccia, occorre prestare attenzione a cosa accade dopo la botta. «Se dopo pochi minuti il bambino riprende tranquillamente a giocare, vuol dire che non si è fatto nulla. Se avverte dolore intenso o ha difficoltà a muovere la zona, meglio portarlo direttamente in ospedale dove, in caso di dubbio, si farà una radiografia per verificare se c’è una frattura», conclude l’esperto.

di Angela Bisceglia

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