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Capricci estivi

Capricci estivi

Che bella la vacanza! Risate e coccole, ma anche l’occasione in cui gli adulti sono messi alla prova. Come in nessun altro momento dell’anno. Tranquilli, tutti i capricci estivi hanno una via d’uscita. Ecco un paio di esempio, tra i più classici.

Chiede sempre “quanto manca?”

Si è in auto solo da mezz’ora e già parte il tormentone. Ma se il viaggio da fare è lungo, conviene correre subito ai ripari, con una strategia collaudata…

Mentre i genitori davanti chiacchierano o ascoltano musica, già rilassati e in modalità vacanza, un bambino ahimè non sa godersi il viaggio allo stesso modo: per lui conta il “qui e ora” e qui e ora si sta annoiando.
«Rispondere al martellante “quanto manca” sembra inutile ed esasperante. Così si sceglie di ignorarlo: invece per prima cosa conviene interessarsi al bambino per far capire che le sue esigenze (non capricci) sono importanti», suggerisce Paola Scalari, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva a Venezia.
«Il passo successivo è individuare una serie di espedienti per distrarlo: giochini preparati per l’occasione, audiolibri, (a prova di mal d’auto) da ascoltare insieme, gare e conte su quanti oggetti di un certo tipo si vedono… Qualche spuntino o cartone sul tablet (senza abbuffate né dell’uno né dell’altro!) aiutano. Se, però, non vuole stare sul seggiolino o tenta di slacciare le cinture, non c’è trattativa: sulla sicurezza non si discute!

CapricciCome capirli e affrontarli

Capricci estivi: in vacanza vuole portarsi tutti i giocattoli

Ha cominciato con il peluche della notte, poi metti e metti il sacco dei giochi invade l’auto…

«Il desiderio di portarsi appresso tutti i giocattoli ha a che fare con l’ansia da separazione, che subentra nei piccoli anche al momento di lasciare la casa per andare in vacanza», fa notare la psicologa. «E la casa per loro sono i giocattoli».
L’esigenza dunque c’è, ma va regolata: due-tre giorni prima della partenza gli va data una borsa capiente, da riempire con i giochi che desidera, chiarendo bene che tutto deve stare lì. È importante non agire all’ultimo, per dargli tempo di fare dei cambi ed evitargli pianti.
L’importante è mostrarsi comprensivi per il dispiacere che prova all’idea di dover lasciare per alcuni giorni certi giocattoli, senza cedere sul carico totale. «Per “consolare” i bambolotti rimasti a casa, gli si può mettere accanto la foto del bimbo così sentirà di non averli abbandonati del tutto», suggerisce Scalari.

Pianti e capricciCosa fare

di Angela Bisceglia

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