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A che età il bambino inizia a dire le bugie?

Le prime bugie sono dei capolavori di fantasia ed è fondamentale distinguerle in base all’età del bambino per correggerlo nel modo più corretto

A che età il bambino inizia a dire le bugie?

I bambini piccoli non sanno dire le bugie. Non hanno la malizia di mentire e non si rendono conto del potere delle parole almeno fino ai due/tre anni. Anche quando hai la sensazione che abbia detto una piccola falsità, stai molto attenta, rifletti prima di rispondere perché spesso fino alla scuola materna, il bambino non distingue tra fantasia e realtà. È per questo che il mondo è magico, che il bacio della mamma fa guarire ogni dolore e che il temporale non è altro che una partita di bocce tra le nuvole. È fondamentale distinguere le bugie in base all’età del bambino per correggerlo nel modo più corretto.

Bambini dopo i 2 anni

Il piccolo dopo i 2 anni può aver notato che dicendo una cosa piuttosto che un’altra ottiene delle reazioni più interessanti, così come potrebbe aver capito che alcune azioni fanno arrabbiare il genitore e, di conseguenza, fingere di non aver fatto nulla diventa estremamente comodo. Sono le prime bugie. Non sgridarli, ma fagli notare che l’atteggiamento non è corretto. Non puntare il dito, non arrabbiarti in modo esagerato (o almeno fingi di non esserlo). Il motivo? Molto spesso una bugia alimenta altre bugie e invece il tuo obiettivo è quello di fargli capire che la verità viene prima di tutto, soprattutto nella relazione con la mamma e il papà.

Il bambino alla scuola materna

In questa fase della crescita il bambino è un gran bugiardo. Non lo è in senso cattivo, semplicemente ha scoperto di essere una persona, di avere dei diritti, dei gusti personali e che i genitori (o i maestri) esercitano su di lui un potere che spesso non condivide. E allora come si difende dalle imposizioni? Con qualche piccola bugia. Non sono vere e proprie menzogne, sono più un modo per raggirare l’ostacolo. Sono anche gli anni dell’amichetto immaginario. Il genitore deve essere delicato quando il bimbo sviluppa un interlocutore nella sua mente. Non sta raccontando delle bugie, sono la sua fantasia e il suo inconscio che stanno parlando.

Bambini dopo i 6 anni

Dalla prima elementare iniziano le vere bugie, quelle dette a posta per falsare la realtà, per ottenere beneficio o per non ferire i sentimenti degli altri. Potrebbero sviluppare anche questa capacità, sintomo di una profonda sensibilità e di intelligenza. Bisogna capire prima di tutto perché il bimbo mente: è un modo per rendere la realtà più piacevole, nascondendo frustrazione e insoddisfazione, teme di non essere all’altezza delle aspettative del genitore, è geloso del fratellino o semplicemente ha capito che questa è la strada più rapida?

Talvolta le bugie sono un modo per sfogare la propria fantasia e in età prescolare sono quasi sempre innocenti. Molto spesso sono un mezzo per sentirsi autonomi, grandi e indipendenti dal genitore. In questo caso è meglio non fare nulla e non intervenire. È diverso se mente quando ha superato i sei anni: a questa età, infatti, sta compiendo una scelta volontaria. L’approccio deve essere morbido. Bisogna rimproverare il comportamento, non il bambino che non deve essere etichettato come bugiardo o si sentirà autorizzato a perseverare.

 

Valentina Rorato

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