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Età e sesso: come comportarsi

Cambia il corpo, cambiano le regole: come comportarsi secondo età e sesso

Età e sesso: come comportarsi

Esiste una netta differenza tra il modo di pensare e di sentire di adulti e bambini. A volte però il valore di questa diversa sensibilità è sottovalutato e questo è alla base di molti dei comportamenti dei genitori che si possono considerare inappropriati. Soprattutto quando si parla di età e sesso. A evitare errori grossolani deve essere la capacità dei genitori di calibrare le proprie emozioni su quelle del figlio. L’attenzione deve essere costante e assoluta: ne è convinto il professor Fabio Sbattella, psicologo e psicoterapeuta che insegna all’Università Cattolica di Milano. «Il bambino nel tempo cresce e cambia – spiega – quindi certi giochi, che prima lo facevano divertire a un certo punto non vanno più bene, vanno interrotti. I bambini non sono piccoli adulti, le cose per loro hanno un altro valore».

Neonato

«La rivoluzione igienica di fine Ottocento ha salvato molte vite umane, insegnando a medici e genitori che i bambini vanno toccati con delicatezza e in punta di dita», sottolinea il professor Sbattella. «Ma ha anche aiutato a capire che il contatto fisico è importantissimo per i piccoli, perché riesce ad attivare la maturazione fisica e psicologica. Per questo, quando si cambiano i bambini, bisogna accarezzarli, coccolarli, fare il solletico, scompigliargli i capelli».
All’inizio i bambini scoprono il mondo con gli occhi, in braccio ai genitori, ma già in questa fase i baci o il contatto fisico con le braccia e le spalle di madre e padre sono importantissimi. «Gli esperti parlano di dialogo tonico, perché i bambini riconoscono la muscolatura dei genitori e la sua tensione, mentre spesso non amano stare in braccio a persone con un corpo diverso», aggiunge.

I baci che fanno sentire amato il bebèLeggi qui

Questo sono io!

Il contatto fisico con il passare dei mesi serve anche a conoscere il mondo, perché gattonando si scopre l’ambiente, stringendo dita, mani e braccia si prende coscienza dell’altro. Una delle pratiche essenziali per i piccoli è il bagnetto. «Si tratta di un gesto di relazione che coinvolge accudimento e amore», spiega l’esperto . «Il tono di voce conta come lo sguardo». In questo senso pratiche ormai diffuse, come allattare mentre si guarda il cellulare o cambiare il bambino mentre si sta davanti alla televisione sono da sconsigliare. «Il corpo dei neonati ha bisogno di una concentrazione assoluta, con la testa che sta dove stanno le mani e lo sguardo».

Dai 2 ai 5 anni

Fa parte del processo di crescita la capacità di porre una distanza tra sé e gli altri. I bambini a volte non vogliono baci e abbracci, chiedono di rimandarli a dopo. «Separarsi dall’altro è un modo per conquistare autonomia e padronanza di sé», sottolinea Fabio Sbattella. «Se accade, i genitori non si devono spaventare. Il bambino comincia a voler stare da solo, a socchiudere la porta della sua camera, a non mostrarsi nudo per una forma di pudore». Si tratta di un processo naturale e importante. «In questo periodo i baci compulsivi e le coccole eccessive possono portare ad un attaccamento vischioso, che rende i piccoli dipendenti dai genitori, attaccati agli adulti e incapaci di allontanarsi». L’autonomia è invece fare la pipì da soli, lavarsi da soli, stare da soli, se lo si vuol fare.

Le coccole che fanno crescereScopri quali sono

Desiderio di privacy

Gradualmente il bambino deve conquistare la piena autonomia nella gestione del corpo, perché esercitare il controllo su se stesso porta a un senso di dignità. Il bambino comincia a definire dei confini che vanno sempre rispettati, perché riguardano l’aspetto fisico ma non solo quello. In questa fase fare il bagnetto con il fratellino del sesso opposto può diventare un problema. «Non esistono regole o tempi da applicare a tutti senza distinzioni», insiste lo psicologo.
«Quando il bambino ci dice che quello che prima gradiva non gli piace più o lo mette a disagio, conviene dargli retta. Il cambiamento infatti è da registrare come una maturazione dell’individuo, che è in grado di leggere dentro di sé ed esprimere i propri desideri». Due competenze, da coltivare, che gli garantiscono una maggiore serenità nella vita di relazione,
da qui in poi.

Età e sesso: un altro sguardo

L’altro elemento di cui tenere conto è che la nudità dei genitori o dei fratelli a un certo punto può diventare sgradita. Certo questo elemento dipende dalla abitudini della famiglia, ma si può dire che la nudità non è mai problematica quando è legata alle pratiche di igiene: vedere la mamma (o il papà) nudi perché escono dalla doccia e prendono l’accappatoio ci sta, mentre vederli girare nudi per casa, magari in un contesto di effusioni a un certo punto può diventare difficile da accettare.

Domande!

A sei anni il senso del pudore, come riconoscimento dell’esistenza di una sfera personale, che si desidera mantenere riservata e gestire in autonomia, è acquisito e ha un ruolo importante. A questa età, poi, i bambini iniziano a farsi domande. Si va dalla richiesta di chiarimenti sul fatto che si vedono modelle in mutandine di pizzo su cartelloni pubblicitari giganteschi lungo la strada per andare a scuola, fino alle spiegazioni a proposito di ballerine con pose seducenti che appaiono durante i telequiz.

Renderlo autonomoScopri come fare

Ce l’hai il fidanzato?

In queste occasioni i bambini vanno aiutati a capire quali sono i confini tra gioco e realtà. «Fare il matrimonio per finta mentre si interpretano dei ruoli nel gioco è divertente, ma baciare sulla bocca il compagno che diventa il nostro fidanzato è un’altra cosa», insiste Sbattella, che è anche consulente del Tribunale dei minori di Milano. Ci sono genitori che si vantano e vivono come una espressione del valore dei figli il fatto che abbiano un fidanzatino o una fidanzatina già alla scuola primaria. Tutto è detto un po’ per gioco, ma questo aiuta a confondere le idee: le pratiche sessuali hanno altre connotazioni».
Invece, prosegue Sbattella, in un’età in cui i bambini scoprono il corpo e hanno bisogno che sia rispettato e protetto, la sessualizzazione precoce rischia di rivelarsi controproducente. «Pensiamo a situazioni abbastanza comuni, come i selfie con atteggiamenti provocanti di certe bambine, che vengono poi postati su Facebook, o la naturalezza con cui si discute di due bimbi che si danno un bacio. La mia impressione è che a volte i genitori non si rendano conto che i piccoli vanno protetti, e che esistono adulti pronti ad approfittare della loro fragilità». In questa ottica, Sbattella offre un’ultima indicazione pratica: «Quando il seno comincia ad avere un valore affettivo importante, magari perché sta cominciando a delinearsi, è giusto assecondare il desiderio delle bambine di proteggere questa bellezza dagli sguardi indiscreti, indossando il bikini, non solo le mutandine. È il riconoscimento che la bimba non si sbaglia a dare al seno un valore particolare, da difendere».

di Caterina Belloni

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