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Il mio bimbo ha mal di pancia: cosa sarà?

È un fastidio frequente tra i piccoli, uno dei motivi che spinge spesso mamma e papà a chiamare il pediatra. Ma solo in un caso su dieci è dovuto a una patologia organica. Negli altri si parla di disturbi funzionali. Ecco come affrontarli

Il mio bimbo ha mal di pancia: cosa sarà?

Si potrebbe definire un classico problema da bambini perché, prima o poi, capita a tutti di averlo. «Il dolore addominale è un disturbo frequentissimo in età pediatrica e si può distinguere essenzialmente in due tipi», esordisce Dario Dilillo, responsabile di Gastroenterologia pediatrica all’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano. «C’è il mal di pancia acuto, che dura poco tempo, e quello che si suole definire ricorrente, che si protrae per un periodo più lungo o si ripresenta nelle settimane e nei mesi».

Da che cosa può dipendere se è acuto

La causa più comune può essere un’infezione gastrointestinale, dovuta in genere a virus. Spesso associata a diarrea e a vomito, dura qualche giorno e passa da sola. «In questi casi, la cosa più importante da fare è quella di reidratare il bambino per reintegrare i liquidi persi», raccomanda il pediatra.
Persino l’assunzione dei cosiddetti cibi spazzatura può causare disturbi, specie se il bambino ha esagerato con le quantità: anche questi fastidi si risolvono facilmente, magari con qualche ‘visita al bagno’, ma soprattutto tornando a un’alimentazione più corretta e sana.
Se fosse appendicite? «In tal caso il mal di pancia, dapprima vago e diffuso nella zona intorno all’ombelico, si accentua rapidamente e si localizza nella parte addominale in basso a destra», spiega Dilillo. «Sovente si associano nausea, vomito e febbre. Quando sono presenti questi sintomi è necessaria una pronta valutazione medica per confermare o escludere la diagnosi».

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Mal di pancia: cronico o ricorrente

Se il mal di pancia si ripresenta più volte nel corso delle settimane o dei mesi, si parla di dolore addominale cronico o ricorrente. Ne soffre il 10-20% dei bambini in età scolare ed è la causa più frequente di ricorso a visite specialistiche con gastroenterologi pediatrici.
Un mal di pancia ripetuto è fonte di preoccupazione per i genitori, ma in realtà soltanto nel 10% dei casi è causato da patologie, che possono essere assai varie, da una celiachia a una malattia infiammatoria intestinale. «Quando il problema è dovuto a una causa organica, in genere è accompagnato da alcuni campanelli d’allarme (vedi riquadro nella pagina precedente), che possono fornire al pediatra importanti informazioni per formulare una diagnosi corretta», argomenta Dario Dilillo.
Nel 90% dei casi, però, il mal di pancia ricorrente del bambino è provocato da disturbi di natura funzionale, vale a dire non dipendenti da patologie organiche. Quali sono, allora, i motivi? «Sono diversi e complessi e variano da fattori genetici a disturbi della motilità intestinale, fino ad alterazioni della microflora batterica», risponde il pediatra. «Ma, soprattutto, si è visto che c’è una maggiore sensibilità al dolore a livello del tratto gastrointestinale: i dolori, cioè, vengono percepiti con ampiezza maggiore perché le terminazioni nervose poste nell’intestino sono più sensibili. Succede in genere a bambini che risentono maggiormente delle situazioni di stress o di disagio emotivo provenienti dall’ambiente che li circonda. Per questo si è soliti parlare di disordini di natura biopsicosociale, cioè determinati da una interazione tra fattori psicosociali e una alterata fisiologia dell’intestino».

Spesso è dovuto a difficoltà di tipo emotivo

Il famoso pediatra e psicoanalista Donald Winnicott era solito dire che l’apparato gastrointestinale è come una piccola mamma, che accoglie il bambino e si adatta alle varie condizioni e ai cambiamenti d’umore, a meno che questa capacità di adattamento non sia disturbata da tensioni, paure e angosce.
«Dietro a un mal di pancia funzionale spesso si celano difficoltà di tipo emotivo, come la paura di cambiamenti che il bambino non riesce ad accettare, ad esempio la nascita di un fratellino, un trasloco, la ripresa del lavoro della mamma», spiega Simona Trotta, psicologa infantile e psicoterapeuta all’Ospedale Sacco di Milano. «Oppure sentimenti di rabbia e frustrazione per un litigio con i compagni e incomprensioni con la maestra, o ancora ansia per una verifica o una prova sportiva. I motivi possono essere tantissimi
e spesso non è facile per il genitore identificarli al primo colpo, perché i bambini potrebbero percepire come fonte di stress anche quel che per noi è un evento lieto, come un viaggio in una località lontana. Ecco che allora cercano di ‘buttar fuori’, nel vero senso della parola, il disagio che stanno vivendo attraverso attacchi di mal di pancia, diarrea o anche vomito.
Altre volte, al contrario, potrebbero trattenere, attraverso la stitichezza, un sentimento che hanno paura o vergogna di esternare o che preferiscono tener custodito dentro di sé. In tutti questi casi è importante cercare di capire quale può essere la causa, ripercorrendo episodi accaduti nei giorni precedenti. Perché una volta tirato fuori il dolore psichico e accettata una situazione ‘indigesta’, il mal di pancia, come per incanto, andrà via».

di Angela Bisceglia

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