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I suoi occhi proteggili così

Un bimbo in crescita è facile che soffra di irritazioni e arrossamenti agli occhi, soprattutto se l'iride è chiara. Per prevenire e risolvere i disturbi bastano semplici accortezze

I suoi occhi proteggili così

Giocare all’aria aperta riduce la probabilità che il bambino diventi miope. Lo dice una ricerca dell’Università di Cambridge presentata due anni fa al Congresso dell’American Academy of Ophtalmology. Che sia dovuto alla luce naturale, al più ampio orizzonte in cui può spaziare la vista o, ancora, all’esercizio fisico non è ben chiaro. Ma per ogni ora in più trascorsa all’aperto ogni settimana, la possibilità che il piccolo sviluppi la miopia scende di circa il 2%. Un altro motivo per godersi in pieno ogni stagione, anche l’autunno con la sua festa di colori. Naturalmente, gli occhi del bimbo vanno protetti in modo adeguato.

Questione di colore

Si dice che gli occhi chiari siano più sensibili ai raggi ultravioletti. «È vero», riponde Paolo Nucci, direttore della Clinica Oculistica Universitaria dell’Ospedale San Giuseppe di Milano. «Che siano azzurri o verdi, sono meno pigmentati e richiedono una protezione maggiore, proprio come avviene per la pelle chiara».
La luce intensa delle giornate più soleggiate può dare fastidio e provocare lacrimazione o arrossamenti, a maggior ragione se l’iride è chiara.  Conviene far indossare sempre gli occhiali da sole? E a partire da che età? «Gli occhiali da sole sono da privilegiare in situazioni precise: per esempio al mare, per il riverbero della luce sull’acqua, o in montagna, per proteggersi dal riflesso sulla neve», dice Nucci.
Non conta tanto l’età, quanto la situazione. Se un neonato arriva in spiaggia in carrozzina, per respirare un po’ di aria di mare, non gli servono occhiali da sole. Se un bimbo più grande passa alcune ore a giocare sulla sabbia, è ragionevole farglieli indossare.

Occhi: sarà un’infezione?

Occhietti arrossati e abbondante lacrimazione possono rimandare anche a una patologia. La più comune è la congiuntivite, l’infiammazione della membrana che riveste la superficie esterna del bulbo oculare. In questo caso, è facile che il bambino avverta anche bruciore e prurito, che abbia la sensazione di avere qualcosa all’interno dell’occhio e provi fastidio se sta alla luce.
La congiuntivite può interessare uno o entrambi gli occhi ed essere di origine virale o batterica. Come distinguerle? «La congiuntivite batterica, che è la più frequente nei piccoli, si caratterizza perché l’occhio, oltre a essere rosso e a lacrimare, spurga, producendo una secrezione densa e giallastra», spiega l’esperto. «Come terapia di solito si prescrive un antibiotico sotto forma di collirio o di pomata».
Per riuscire a instillare le gocce nell’occhio, conviene mettere il piccolo sdraiato supino e tenere ferma la testina, quindi allontanare le palpebre con pollice e indice in modo da mantenere l’occhio aperto. Specie al risveglio, l’occhietto può apparire molto incispato: come pulirlo? «Molto delicatamente, con un po’ di acqua tiepida e un dischetto di quelli che si usano per struccarsi», suggerisce lo specialista.
«Se il bambino è molto piccolo, il fatto che l’occhio sia spesso sporcato da una secrezione giallastra deve far sospettare un’ostruzione del dotto naso-lacrimale: l’oculista pediatra può diagnosticare molto facilmente questo problema, che spesso si risolve da sé, a mano a mano che il bambino cresce e il canalino lacrimale si ampia. Nel frattempo, può essere utile un massaggio, più volte al giorno, in  corrispondenza del sacco lacrimale, nella parte interna vicino all’angolo dell’occhio. Sarà lo specialista a mostrare ai genitori i movimenti da eseguire, che sono molto semplici».

CongiuntiviteCurala con l'omeopatia

Reazione allergica

Molto comune nei bambini è anche la congiuntivite allergica. «Si caratterizza per il prurito particolarmente intenso e perché spesso è associata a starnuti, naso chiuso (per cui il piccolo respira con la bocca), secrezione nasale liquida, di tipo acquoso», spiega il professor Elio Novembre, direttore della Struttura di Allergologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer di Firenze. «Colliri antistaminici e lenitivi aiutano a ridurre i sintomi».
Una forma del tutto particolare, infine, è la congiuntivite Vernal. «Inizia in primavera e prosegue per tutta l’estate, trasformando la bella stagione in un supplizio», dice Novembre. «La sua caratteristica principale è la speciale sensibilità ai raggi ultravioletti, tanto che viene anche chiamata ‘allergia da sole’: per questi bambini gli occhiali sono una vera necessità.
La congiuntivite Vernal non presenta quasi mai sintomi nasali e non risponde alla classica terapia con gli antistaminici: per questo, presso la nostra struttura – che raccoglie la più importante casistica pediatrica di questa patologia in Europa – abbiamo messo a punto una terapia specifica, con colliri a base di farmaci immunosoppressori».

Sintomi da controllare

Un occhietto rosso non va mai sottovalutato: se l’infiammazione permane per oltre due giorni, conviene sentire lo specialista. «Se si sospetta che sia entrato un corpo estraneo, si può lavare l’occhietto con acqua», spiega Nucci. «Eviterei invece l’uso di colliri, che contengono quasi sempre un vasocostrittore: la situazione può sì migliorare, ma con il rischio di ‘nascondere’ un arrossamento che per l’oculista sarebbe stato un segno di patologia. Meglio, allora, utilizzare le lacrime artificiali».

di Francesca Mascheroni

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