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Orto botanico: il verde in città

Il verde immerge l’uomo in una dimensione idilliaca. Sul filo di un linguaggio bucolico e sincero, nasce un dialogo irrinunciabile senza cui i bambini, prima di tutti, rischiano di crescere 'a metà'. Occorre ritornare alle origini per assicurare loro la giusta dose di natura. Ne è convinta la città di Milano che ai suoi baby cittadini, e non solo, offre inaspettate realtà ad ampio respiro: l'Orto Botanico di Città Studi e l'Orto Botanico di Brera

Orto botanico: il verde in città

Ebbene sì: anche all’ombra della Madonnina esiste un (mini) polmone verde che va al di là del ‘semplice’ parco. Anzi, a dire il vero ne esistono due. L’ Orto Botanico di Brera (www.ortobotanicoitalia.it/lombardia/brera) che, con le sue aiuole di felci, le piante officinali, un’importante molteplicità di bulbose e alberi secolari, è lì, vivo e vegeto dal 1774, ma pochi lo sanno. E l’Orto Botanico di Città Studi (www.ortobotanicoitalia.it/lombardia/milano), più defilato rispetto al centro, ma pur sempre con una variegata offerta di piante & co.

Anche Città Studi ha il suo Orto

«Su una superficie di oltre 22mila mq, questo spazio è mix di ricerca e didattica», spiega Martin Kater, direttore di entrambe le realtà, oltre che presidente degli orti botanici della Lombardia e professore di genetica al dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano. «Ma l’ Orto Botanico di Città Studi è anche un tentativo di avvicinare i cittadini, famiglie in testa, al mondo vegetale, spesso soffocato dal crescente tasso di antropizzazione del territorio. Per questo ne abbiamo fatto una zona polifunzionale dove conservazione e valorizzazione delle specie, didattica, ricerca, cultura in generale ben si sposano con relax e socializzazione. Vogliamo dire a tutti che il verde ha un ruolo determinante nella vita di ciascuno di noi. E far capire che in luoghi come questo, dove la biodiversità si tocca con mano, è possibile immaginare, concepire e comunicare una nuova cultura ambientale».

Bambini e naturaUn binomio vincente

Andiamo all’orto botanico?

Se lo chiediamo al nostro bimbo, con tutta probabilità punterà i piedi. «Sta a noi appassionarlo con le debite motivazioni: lui chiederà di tornare e lo farà più spesso di quanto si possa credere, portandosi pure gli amichetti», argomenta, con cognizione di causa, Angela Ronchi che dell’ Orto Botanico di Città Studi è referente educativa. E di motivazioni qui ne sono molte. «Per cominciare, l’orto organizza visite guidate e incontri a tema per le scuole di ogni ordine e grado», seguita Ronchi. «Le visite accompagnano i bambini in un universo fatto di piante spontanee e coltivate, autoctone e importate, persino acquatiche grazie alla presenza di uno specchio d’acqua. Le reazioni? Ogni volta incredibili: scoprire che la ‘scontata’ robinia arriva, in realtà, dal lontano Nord America fa strabuzzare gli occhi. Mai quanto arrivare ad apprendere che alcune piante si sono, via via, adattate a vivere sommerse. I bambini, già dalla materna, restano affascinati: lo dimostrano le mille e più domande che, ogni volta, pongono».

Orto Botanico: i laboratori

All’ orto botanico sono molte le attività pensate per i bambini. «Ne abbiamo per tutte le età», continua Angela Ronchi. «Ai più piccoli, ad esempio, proponiamo la magia dei colori. Mortaio alla mano, facciamo pestare una manciata di petali presi da piante tintoree. Un po’ di acqua e via: il colore, vivissimo, è servito, pronto per essere utilizzato su carta o lavoretti d’ogni sorta». Coinvolgente, poi, è il viaggio alla volta dei semi. Due ore, in un’aula appositamente allestita, in cui bimbi da 5 anni in su imparano che la germinazione di un seme è un autentico miracolo a cui si arriva dopo varie trasformazioni. E loro, ancora una volta, sono co-protagonisti perché, con l’ausilio di materiali ad hoc tra cui lenti e microscopi, osservano, odorano, manipolano. «Impegnativo. Ma i bambini hanno più risorse di quanto immaginiamo. Sanno fare propri concetti complicati, purché vengano proposti con un linguaggio attraente e comprensibile. Questo fa sì che li custodiscano per la vita, almeno quella scolastica. Lo sperimentiamo ogni giorno».

La regina dell’orto

È lungo l’elenco delle iniziative in calendario all’ Orto Botanico di Città Studi, «anche grazie all’impegno di volontari appassionati e competenti», aggiunge Ronchi. È il caso, ad esempio, di Ornella Parenti, docente in pensione con un occhio sempre attento ai bambini disabili. Suo è il laboratorio della Regina dell’Orto, in collaborazione con i Royal Botanic Kew Gardens di Londra. «Quando i bambini vengono da noi per esplorare il giardino con tutti i sensi, li invitiamo a raccogliere del materiale. Ovviamente non piante, fiori o foglie protetti», chiarisce Parenti. «Poi, in abiti regali così da donare loro un po’ di magia – ai piccoli non dovrebbe mai mancare! – li attendo in laboratorio e mi faccio consegnare quel che hanno precedentemente raccolto. Ognuno pone il proprio contributo su una scarna bacchetta di legno che, come per incanto, fiorisce e compie prodigi. Possibile? Sì, grazie alla capacità di condivisione e alla generosità dei bambini che si portano a casa un bell’insegnamento».

Gli insegnamenti… verdi

Insomma, all’Orto Botanico di Città Studi si… respira aria buona. I bimbi imparano a conoscere e a rispettare il verde, a vivere in simbiosi con esso, persino in città. Con tutti i benefici che questo comporta. «Perché osservare da vicino un fiore, un frutto, una pianta, cercando di capirne con pazienza i cicli vitali, riconduce alla nostra esistenza», sottolinea Angela Ronchi. Ed è persino terapeutico. «Incontriamo tanti bambini e, tra i tanti, ci sono gli introversi, gli iperattivi, i depressi perché, magari, stanno affrontando la separazione dei genitori, o con deficit cognitivi. Non sempre la scuola è messa nelle condizioni di sostenerli nella maniera più adeguata. La società men che meno. Quando arrivano da noi, li coinvolgiamo in tutto e per tutto. E loro partecipano con entusiasmo. Li vedi acquisire sicurezza come se le frustrazioni lasciassero il passo a una sana autostima. Ed è proprio così. Quando ti imbatti nel meraviglioso mondo vegetale, come può essere un orto botanico, ti scontri anche con i problemi (insetti, infestanti, malattie…) che, però, si possono risolvere. Basta dedicare le giusta attenzione. La stessa che riserviamo ai nostri bambini certi che, un giorno, diventeranno adulti (più) rispettosi e consapevoli».

L’Orto Botanico di Brera

È uno dei luoghi più inattesi e affascinanti che Milano possa offrire. Solo 5000 mq, ma densamente popolati, in cui alberi, cespugli, erbe e fiori sono un naturale prolungamento dell’arte. La cornice è strepitosa: il Palazzo di Brera è, infatti, un riconosciuto complesso culturale con tanto di Pinacoteca, Biblioteca e Osservatorio Astronomico. «I nostri visitatori, famiglie con bambini in primis, restano ammaliati dinanzi a dipinti che hanno un immediato riscontro nella realtà», rivela Cristina Puricelli che dell’Orto è curatrice. «Capita spesso, infatti, di scorgere sulle tele le specie vegetali presenti nell’orto. E viceversa. Da qui tantissime attività che attraversano spazio e tempo». Come dire: la cultura a portata di bambino, con leggerezza e tanto divertimento.

Foto per gentile concessione dell’Orto Botanico di Città Studi

di Chiara Amati

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