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Rispostacce: se a darle è tuo figlio

Non va ancora a scuola eppure, a volte, se ne esce con espressioni che lasciano senza parole mamma e papà. Tre casi emblematici

Rispostacce: se a darle è tuo figlio

Quando il bimbo risponde male, passare dalla teoria educativa alla pratica non è sempre facile. D’istinto verrebbe voglia di metterlo a tacere con un bel rimprovero. Quando, però, la volta successiva, se ne esce nuovamente con quelle rispostacce per noi destabilizzanti o con quell’espressione piuttosto colorita, diventa subito chiaro che il rimprovero, seppur fermo, non è la migliore delle strade. E allora, per capire cosa sia meglio fare, abbiamo simulato tre situazioni tipo, da gestire con serenità. Così.

Capricci prima della scuola

Non vuole vestirsi e, come se non bastasse, lancia le scarpe in giro per casa e urla frasi maleducate. «Bisogna fargli capire che comprendiamo il suo stato d’animo e magari dirgli: ‘Piacerebbe anche a me non andare in ufficio, ma devo farlo’», suggerisce la pedagogista Federica Grittini. La comprensione è sempre di grande aiuto e crea empatia.

Rispostacce: scaglia i giochi per terra e…

Molto spesso aggiunge frasi come ‘Spacco tutto!’, ‘Questo gioco fa schifo’. O dice al genitore: ‘Devi mettere a posto tu! Io non ne ho voglia e sono piccolo’. Dinanzi a queste rispostacce, perdere le staffe è un attimo. Meglio cercare di prendere le distanze, tirando un bel respiro, e parlare con calma. ‘Se spacchi questi bei giochi, dopo non li avrai più’, oppure: ‘Che peccato, una bella camera così disordinata! Hai ragione, anch’io devo mettere sempre in ordine. E infatti la mia stanza è già a posto’.

ParolacceReagiamo così

Il bambino non ubbidisce

Spesso i genitori e i nonni lo riprendono con frasi del tipo: ‘Sei stupido, sei cattivo’, o, peggio, ‘Non ti voglio più’. Errori linguistici, non certo pensati, né tantomeno veritieri, che però il bimbo potrebbe ripetere. Sempre meglio non giudicare lui, ma l’azione e dire: ‘Hai fatto una cosa stupida, ti sei comportato da monello (non: ‘Sei un monello’). Mai, invece, mettere in dubbio l’affetto.

di Valentina Rorato

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