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Sos pidocchi: come liberarsene

 

Sos pidocchi: come liberarsene

Che caos quando a scuola li hanno tutti! Si passa da un rimedio all’altro, spesso provando un po’ a caso. E allora, dinanzi al più classico degli “sos pidocchi” cosa fare? Ad esempio usare i sistemi giusti. Questi funzionano davvero.

Niente panico

I pidocchi non sono un grande dramma: solo una seccatura che può riguardare chiunque. «Perché il pidocchio è un parassita democratico», chiarisce Mauro Barbareschi, professore aggregato alla Clinica Dermatologica dell’Università di Milano. «Colonizza teste di ogni tipo, poco importa se super pulite. La preferenza, casomai, è per il tipo di capello: lungo e liscio. Vi si aggrappa meglio con le sei zampe, ognuna delle quali munita di un artiglio, e risale facilmente verso il cuoio capelluto, dove deposita le uova».

PidocchiLe strategie per debellarli

Verificare di frequente

«Il controllo della testa va fatto a ogni lavaggio: in linea di massima a distanza di due o tre giorni. Si analizza la singola ciocca, concentrandosi poco sopra l’attaccatura del capello. È qui che le lendini trovano la temperatura giusta per maturare, schiudersi, diventare pidocchi e riprodursi».

Sos pidocchi: i repellenti

Sul mercato ce ne sono tanti: alla lavanda, all’ylang ylang, al tea tree. Per la legge italiana si tratta di prodotti cosmetici e come tali «non possono uccidere i pidocchi. Né farli allontanare. Gli studi, infatti, non hanno mai dimostrato l’efficacia preventiva di trattamenti cosmetici che riportano la dicitura “creano un ambiente sfavorevole”». Controllare sempre l’etichetta, tanto più che possono contenere sostanze allergizzanti come, ad esempio, limonene, eugenol, citronellol.

Usare bene lo shampoo

«Da solo non serve: il periodo di posa sulla testa, infatti, è breve. Funziona, invece, usato insieme a un antiparassitario
e risciacquato con un mix di acqua e aceto, la cui acidità permette di sciogliere la bava, dall’effetto cementiceo, che il pidocchio utilizza per fissare le lendini al fusto del capello». Tra gli antiparassitari, «quelli a base di permetrina all’1% uccidono i pidocchi e ne eliminano le uova. Questo capita perché l’azione della permetrina dura a lungo. Non si limita, cioè, al tempo di posa del trattamento e, in genere, risolve il problema in un’applicazione. Efficaci anche i preparati siliconici che soffocano i parassiti».

Allarme pidocchiPrevienili così

I pidocchi oggi resistono di più?

I pidocchi sono come quei “superbatteri” che non rispondono più agli antibiotici. Una recentissima ricerca americana, condotta
da Ellen Koch, dermatologa dell’Università di Pittsburgh, con Bernard Cohen, dell’Università John Hopkins di Baltimora,
parla di “superpidocchio”.

Il “superpidocchio”, a causa di mutazioni genetiche, può riprodursi anche sotto l’azione dei più comuni antiparassitari. Capita a 104 delle 109 specie prese in esame. Nel caso di parassiti ostinati si può allora contare anche sui vecchi metodi. Uno tra tutti, pettinino a denti fitti e lente di ingrandimento.

«La rimozione di pidocchi e uova, infatti, è anche solo meccanica», spiega il professor Barbareschi. «Richiede, però, pazienza e costanza perché andrebbe ripetuta ogni due giorni per almeno due settimane. In questo modo non somministriamo prodotti chimici al bambino,
vero, ma non siamo neppure certi di debellare i parassiti. Meglio optare per un’azione sinergica: trattamento + pettine».

Non è il caso di allarmarsi…

… anche se sono più resistenti. E se cominci a grattarti appena vedi che il tuo bambino fa lo stesso, perché li ha, non devi per forza pensare di essere stata contagiata.

«La reazione è scientificamente dimostrata. Il prurito indotto è un effetto dei neuroni a specchio. Di quei neuroni, cioè, che si attivano quando una persona compie un’azione e un’altra osserva. Capita allora che quanto fa chi ha i pidocchi, e cioè grattarsi, prima o dopo lo farà anche chi guarda».

Per approfondimenti, leggi Insieme di maggio da pagina 38.

di Chiara Amati

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