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Usa le dita per contare? Tecnica vincente

Usa le dita per contare? Tecnica vincente

I coreani usano il metodo Chisenbop per contare con le dita da 1 a 99, impiegando entrambe le mani e assegnando le unità alla destra e le decine alla sinistra, con il pollice che vale o 5 (a sinistra) o 50 (a destra). Ma un metodo cinese antichissimo permette di contare fino a 100 mila con la destra e fino a 10 milioni con entrambe le mani! Semplificando un po’ – e assegnando un’unità a ognuna delle nostre falangi – è comunque possibile triplicare le nostre performance “digitali”, passando da 10 a 30.

Contare con le dita non è da piccoli

Sembra una curiosità, ma non lo è, alla luce di una serie di studi pubblicati negli Stati Uniti che dimostrano l’importanza, per i bimbi, di usare le dita, appunto, per risolvere le prime operazioni matematiche. Come racconta sul suo blog Aditya Singhal (math-blog.com), nella nostra mente l’apprendimento delle immagini avviene con grande immediatezza e risulta ben 60 mila volte più rapido dell’apprendimento verbale. E che cos’è, in fondo, contare con le dita se non un sostegno visivo a un’operazione astratta complessa come quella richiesta in una somma o in una sottrazione?

Ecco perché è importante non scoraggiare i bambini che utilizzano questa tecnica nei primi approcci alla matematica, come invece avviene nelle scuole di diverse parti del Globo. Uno studio pubblicato sulla rivista Child Neuropsichology ha dimostrato che la prassi è benefica e dà i suoi frutti nel tempo. Un bambino che ha imparato a usare le dita per contare all’età di 6 anni realizza ottime performance matematiche a partire dalla seconda elementare. Secondo il professor Jo Boaler che insegna alla Stanford University, poi, il finger counting con il tempo consente all’alunno di migliorare il proprio quoziente intellettivo.

Contare con le dita è utile fino alle medie

Esiste addirittura una rete chiamata Ucmas (Universal Concept Mental Arithmetics System) che insegna questo sistema in oltre 5.500 centri di 57 Paesi. E molti atenei di grande prestigio, da Harvard a Stanford, dall’Università della California San Diego a quella di Chicago, passando per Manchester e Khartoum, in Sudan, hanno studiato il tema arrivando alla conclusione che il conteggio con le dita è molto utile ai bambini e ai ragazzi nella fascia d’età fra i 4 e i 13 anni. Vale la pena incoraggiarlo, insomma.

Fulvio Bertamini

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