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Compiti delle vacanze? 6 modi di farli…in cucina

Compiti delle vacanze? 6 modi di farli...in cucina

Trovare un modo divertente di fare ripassare i figli durante le vacanze può salvare i pomeriggi da esasperanti contrattazioni e inutili litigi. Insomma, salva dall’incubo compiti delle vacanze. Una proposta originale viene dal mondo del cibo e dalla cucina. Perché preparare dolci e pietanze insieme ai bambini può diventare un passatempo divertente, ma anche un modo piacevole per insegnare loro qualcosa.

State pensando di fargli imparare qualche ricetta base e  di allenarlo alla differenze nei sapori? Anche, ma si può andare decisamente oltre. Trasformando il pomeriggio in cucina con i bambini in una specie di lezione alternativa.

L’importante è non aspettarsi ordine e pulizia e nemmeno pretendere di fare in fretta. Se però siete disponibili ad investire tempo anche per riordinare, questo attività assicura un potenziamento cognitivo in almeno sei ambiti.

1) La magia dei numeri

In primo luogo potenzia la matematica, perché raddoppiare le dosi di una ricetta o dividerle significa fare di conto senza accorgersene. A livello di compiti, poi, i risultati sono notevoli quando si tratta di calcolare le frazioni, quindi due terzi di un bicchiere di latte, metà panetto di burro, un quarto di tavoletta di cioccolata.

2) Sul fornello meglio che tra le provette

La seconda materia che si approfondisce, stando ai fornelli, è la scienza. Perché analizzare la reazione che il lievito produce a contatto con la farina significa studiare composti ed effetti della loro commistione. Ancora, si può ragionare su cosa avviene sottoponendo gli alimenti al calore del forno oppure al movimento circolare del cucchiaio, che impasta e mescola.

3)  Nella ricetta lettura e comprensione del testo

Quando si cucina con i figli conviene lasciare a loro il libro di ricette. Se li invitate a leggere ad alta voce otterranno un duplice vantaggio. Da una parte un servizio sulla lettura e sull’intonazione, dall’altro uno sforzo di comprensione. Fingete di non aver capito bene e fatevi spiegare i vari passaggi della ricetta. I bambini saranno chiamati a comprendere, fare propria e spiegare una frase sintetizzandola. In fondo gli esercizi che si fanno a scuola in letteratura, ma applicati a un ambito diverso e vissuti con piacere perché anziché del voto alla fine arriverà una fetta di torta!

4)  “Esposizione orale” : così è più facile

Il quarto aspetto che ottiene un beneficio dal cucinare in famiglia è la confidenza. Mentre si sbucciano mandorle e si tritano i biscotti, i bambini si sentono più rilassati e parlano, raccontano, rivelano cose che di fronte all’interrogatorio tradizionale, fuori dal cortile della scuola, non riusciranno mai ad esprimere. Provateci e capirete la differenza.

5)  Portare al successo un progetto: obiettivo raggiunto

I bambini in cucina si sentono messi alla prova, ma grazie alla presenza di mamma e papà sono invitati a credere in loro stessi e ottengono buoni risultati. Un balsamo per l’autostima spesso ballerina dei piccoli, che possono dire a parenti, compagni di scuola e insegnanti che sono stati capaci di preparare cibi deliziosi e riescono a sentirsi più sicuri e sereni.

6)  Un insegnamento trasversale: impegnarsi è divertente

Infine, ma forse sarebbe il primo vantaggio, cucinare insieme significa divertirsi. Vedere mamma e papà con la faccia e le mani sporche di farina per i piccoli significa capire che possono essere “pasticcioni” e sentirli ancora più vicini. E poi ci pensate alle risate che si fanno quando le formine dei biscotti non vengono bene e la torta all’improvviso si sgonfia fino a sembrare una frittata? È la magia di avere le mani in pasta, fianco a fianco con mamma e papà, magari indossando un grembiule dello stesso colore.

Caterina Belloni

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