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DSA: i pregiudizi da sfatare

Gianluca Lo Presti, psicologo esperto in Psicopatologia dell'Apprendimento, ci spiega i preconcetti più comuni sui DSA

DSA: i pregiudizi da sfatare

I casi di DSA sono troppi per essere veri

I DSA ci sono sempre stati: la differenza è che oggi vengono riconosciuti in quanto tali. In seguito all’approvazione della Legge 170 del 2010, i casi certificati sono sicuramente aumentati, ma è anche vero che la legge, a sua volta, è stata fatta perché i casi erano molto più numerosi di quanto si pensasse.

Il ragazzino è semplicemente svogliato

Frase con cui spesso si liquidava, e ancora oggi si liquida, il fatto che un bambino non ottenga risultati scolastici allo stesso livello dei suoi compagni. Purtroppo spesso insegnanti e genitori non sono in grado di riconoscere i segnali di DSA, che possono essere molto nascosti e compensati. Bisogna fare grande attenzione a giudicare in questo modo un ragazzino, che può sentirsi doppiamente in difficoltà. Occorre invece approfondire la questione con uno specialista.

Disturbi del linguaggioCome intervenire

Senza una diagnosi non posso fare nulla

Lo sostiene qualche insegnante. In realtà, secondo i decreti BES 2012/13, i docenti sono tenuti a rilevare negli allievi difficoltà di vario tipo (sociale, economico, linguistico, culturale…) e ad aiutarli, segnalando il problema ai genitori e stilando un Piano Didattico Personalizzato facoltativo. Il PDP è infatti obbligatorio solo per i DSA una volta ricevuta la diagnosi certificativa: ma in attesa di questa, la scuola può redarre un PDP per vari motivi.

DSA: cosa fare prima della scuola

È possibile riconoscere i DSA e intervenire in qualche modo prima che il bambino cominci ad andare a scuola?
«Finché il piccolo non inizia a cimentarsi con la lettura e la scrittura, i segnali predittivi di DSA non sono facili da rilevare», risponde lo psicologo Gianluca Lo Presti. «Tuttavia, ve ne sono alcuni più osservabili per i genitori. Primo: il fatto
che il bambino comincia a parlare con ritardo, ad esempio dopo i 2 anni. Secondo: una frequente pronuncia sbagliata di tante parole, protratta nel tempo fino all’età prescolare (4-5 anni). Terzo: una combinazione dei due segnali. In questi casi, lo specialista da consultare è il logopedista».

di Elisabetta Zamberlan

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