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Non ci sono più spazi per giocare

Non ci sono più spazi per giocare

Sarà anche inevitabile, visto che tutte le statistiche internazionali mostrano come oltre la metà della popolazione mondiale viva ormai nelle città. Ma i dati del quinto Atlante dell’Infanzia realizzato da Save the Children sono ugualmente inquietanti: anche in Italia, infatti, “le città e le metropoli sono l’habitatprevalente di bambini e adolescenti: il 37% di essi – 3 milioni e 700 mila – si concentra nel 16,6% del territorio nazionale, cioè nei grandi centri urbani o nelle aree circostanti”. La notizia, in sé, non sarebbe negativa, se non ci confrontassimo con “città più matrigne che materne, invase di macchine e pericolose”, prosegue l’organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per migliorare le condizioni di vita dei bimbi nel mondo. “Tanto che solo il 6,4% di bambini gioca libero per strada“. Per forza: nel nostro Paese, dove vivono 10 milioni di minori, circolano 37 milioni di automobili. Città, oltretutto, “spesso prive di spazi per garantire lo svago dei più piccoli: solo 1 su 4 gioca in media nei cortili e meno di 4 su 10 nei giardini“.

Ma poiché al peggio non c’è limite, anche fra le mura domestiche, sotto questo aspetto, non è che le cose vadano tanto meglio: “Per un certo numero di bambini, la disponibilità di luoghi di vita e gioco accettabili non c’è neanche in casa: quasi 1 minore su 4 vive in famiglie che dichiarano di abitare in appartamenti umidi o con tracce di muffa alle pareti”, sottolinea Save the Children, “e sono 1 milione e 300 mila i minori le cui famiglie denunciano situazioni di sovraffollamento, in un Paese nel quale anno dopo anno cresce l’emergenza abitativa: nel 2013 sono ben 65 mila i nuclei familiari (molti dei quali con bambini) ad avere ricevuto un’ingiunzione di sfratto per morosità incolpevole (+8,3% rispetto all’anno precedente)”.

Ovviamente, mai nulla nasce dal caso: “Come dimostrano i dati sui consumi”, documenta l’Atlante dell’Infanzia, “la povertà assoluta delle famiglie è cresciuta ulteriormente nel 2013 e riguarda ormai il 13,8% dei minori”. Stiamo parlando di oltre 1 milione e 400 mila piccoli, con un incremento del fenomeno, rispetto al 2012, del 37%, ”mentre più del 68% delle famiglie è costretto a tagliare sugli alimenti o a comprare cibo di qualità inferiore“.

E la povertà non è solo materiale: “Tre milioni 200 mila bambini e ragazzi tra 6 e 17 anni (il 47,9% del gruppo di età) non hanno letto un libro nel 2013 e circa 4 milioni (il 60,8%) non hanno visitato una mostra o un museo“. Non viaggia il 51,6% di under 18, non potendosi permettere nemmeno una settimana di feriel’anno lontano da casa, e non pratica sport il 53,7% degli adolescenti, che non svolge alcuna attività motoria nel tempo libero. “Pomeriggi non occupati neanche da attività scolastiche“, prosegue l’Atlante dell’Infanzia, “dato che, nella migliore delle ipotesi, il tempo pieno è presente solo nel 50% delle scuole elementari e medie di alcune regioni, con picchi in negativo in aree quali Campania o la Calabria“.

Il contributo di Save the Children a questo progressivo scadimento della qualità della vita dei nostri figli è la campagna “Illuminiamo il futuro“. Partita nel maggio scorso, consiste nell’apertura di una serie di Punti luce (finora 11 in 10 città italiane), prevalentemente nelle periferie urbane, in aree prive di servizi e opportunità per la cittadinanza. L’illuminazione pubblica però non c’entra: “Si tratta di spazi ad alta densità educativa, dove bambini e adolescenti possono studiare, giocare, avere accesso ad attività sportive, culturali e ricreative”, sostiene Raffaella Milano, direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children. “Inoltre, i minori in condizione accertate di povertà vengono sostenuti da una dote educativa, piano formativo personalizzato che consente, per esempio, l’acquisto di libri e materiale scolastico, l’iscrizione a un corso di musica, la partecipazione a un campo estivo”. Oggi sono 1.800 i piccoli che frequentano i Punti luce: l’obiettivo è raggiungere quota 4 mila entro il 2015, assegnando mille doti educative.

FB.

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