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Paghetta sì o no?

Paghetta sì o no?

«I miei amici prendono lo ‘stipendio’, lo dai anche a me?». Giorgia 6 anni, vorrebbe la paghetta e la chiede con sempre più insistenza. I genitori non vedono il motivo di accontentarla visto che comunque qualunque cosa desidera (gelato, giornalino, figurine, gomme da cancellare dalle forme strane) gliela comprano loro. E dunque, come dobbiamo comportarci? Alla nostra domanda risponde Angela Raimo, neuropsichiatria infantile, psicoterapeuta.

Paghetta: pro e contro

Cosa sì: «Va bene, Giorgia, avrai la tua paghetta settimanale come i tuoi compagni. Sai quanto prendono loro? Vorrei che fosse più o meno dello stesso importo».
Perché sì: E’ corretto che un bambino di sei anni cominci a imparare il valore del denaro e a comprendere che una volta che viene speso non c’è più.
La paghetta è il mezzo più eloquente per trasmettere questo importante messaggio ed è giusto concederla a un bambino di sei anni, soprattutto se la desidera per sentirsi alla pari con gli amichetti che già la percepiscono.
La paghetta, che deve essere equiparata all’età del bambino ed è bene sia più o meno simile a quella di cui dispongono gli amichetti, deve servire ad acquistare piccole cose “in più” rispetto al necessario, oppure può essere “messa da parte” per poter poi affrontare una spesa più grossa. Se il bambino la investe tutta e subito non può avere la successiva prima della data stabilita, perché altrimenti si perderebbe il messaggio educativo che si vuole trasmettere.
In quest’ottica hanno un loro valore, cioè servono per stimolare la fantasia della bambina che può giocare a “fare finta di…”, immaginando di essere una mamma, una cantante, una principessa e così via.
Cosa no: «Ti compro io tutto quello che vuoi. Perché dovrei darti dei soldi? E poi comunque mi dovresti chiedere il permesso prima di spenderli…».
Perché no: Posto che i genitori sono liberi di agire come meglio credono in questi ambiti, si pensa sia preferibile dire sì alla paghetta, proprio perché aiuta a capire in modo diretto che esistono dei limiti alle spese (il denaro finisce) e che non si può comprare tutto quello che si vede.
Il bambino deve comunque essere libero di gestire i “suoi” soldi come meglio crede (la supervisione serve solo per impedire acquisti inopportuni). Da precisare che anche se il bambino non sollecita la paghetta, dai sette-otto anni di età può essere consigliabile dargliela di propria iniziativa.

DenaroImpara a gestirlo così


 

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