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Un bel disegno, e il bimbo è felice

Un bel disegno, e il bimbo è felice

Il 27 aprile si celebra la Giornata internazionale del disegno, questa espressione così spontanea della creatività umana, così amata dai bambini di tutte le età. Perché, come sottolinea Beba Restelli, formatrice del Metodo Bruno Munari®, “disegnare per i bimbi è al tempo stesso un gioco e un piacere puro, fine a se stesso. Che comincia quando, da piccolissimi, comprendono che con quel gesto compiuto con una matita possono lasciare un segno sulla carta: una scoperta che genera emozione, stupore e soprattutto gioia. Crescendo, poi, impareranno a giocare con forme e colori. Ma la gioia, derivante dal piacere del fare, resterà immutata”.

Naturalmente, con il passare degli anni questo piacere evolve. “Fra i 5 e i 7 anni diventa gioia di esprimersi con il disegno, di raccontare e raccontarsi. E la narrazione non sempre vuole essere verbale“, precisa Restelli. “Nella mia esperienza, ho incontrato bambini che solo in questo modo riuscivano a liberarsi da piccoli problemi, ansie, persino dolori“. Perché attraverso il disegno si può dire l’indicibile.

L’importante, per noi adulti, è non condizionare in alcun modo questa meravigliosa forma espressiva. “Come ha scritto Anna Oliverio Ferraris nell’importante saggio ‘Il significato del disegno infantile‘, edito da Bollati Boringhieri, il nostro compito è osservare i disegni, non interpretarli. Un errore in cui talvolta educatori e maestri cadono, tranciando giudizi che sono, in realtà, espressione di pregiudizi. Spesso con un disegno un bambino dà sfogo soltanto a un suo stato d’animo, momentaneo e passeggero”. Niente di più. Attenzione anche alle valutazioni: “Incoraggiamolo, ma evitiamo commenti sulla sua opera: alle volte bastano poche parole a inibire per lungo tempo la sua creatività“. Che, viceversa, deve essere libera di esprimere tutte le sue potenzialità. Perché, come sottolineava Bruno Munari, “un bambino creativo è un bambino felice“, ricorda Beba Restelli.

Come possiamo aiutarlo a tirar fuori i suoi? “Cerchiamo di non suggerirgli temi, quando disegna, ma lasciamolo libero di trovarli da solo. I bambini talenti sono in grado di ricostruire e reinventare il loro mondo: non offriamogliene uno già preconfezionato“, afferma Beba Restelli. E non preoccupiamoci se riproduce sempre la stessa scena, “magari paesaggi marini con barche e pesci: evidentemente è quello che a lui interessa. Con il disegno, infatti, il piccolo esprime anche la sua voglia di approfondire esperienze che lo hanno affascinato. Ed è probabile che, a ogni nuova rappresentazione del tema prediletto, aggiungerà qualche nuovo elemento. Compiendo a tutti gli effetti la sua piccola, grande indagine conoscitiva sul mare”. Con la fantasia di un bambino, una o più matite colorate e un foglio bianco, nessun traguardo è irraggiungibile.

Fulvio Bertamini

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