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Animali domestici e allergie

Bambini più responsabili e predisposti alla socializzazione se in casa c'è un cane, un gatto, un pesciolino rosso. Sì, ma come la mettiamo con le allergie?

Animali domestici e allergie

Little Buddy e Mr. Reagan, uno splendido esemplare di Australian Labradoodle, sono amici per la pelle. Lo sono dal primo giorno in cui i loro tenerissimi sguardi si sono incrociati: a casa di Sandi Swiridoff, la donna che ha adottato Mr. Reagan. E che è anche nonna adottiva di Little Buddy, il bimbo che la figlia di Sandi ha preso in affidamento. Un’unione straordinaria che Sandi ha cominciato a documentare, di scatto in scatto, da che entrambi avevano 11 mesi. Oggi Little Buddy e Mr. Reagan hanno due anni e emezzo e sono un duo inseparabile. Eppure non è così scontato che storie analoghe abbiano sempre un lieto fine. A volte, infatti, la convivenza rischia di vacillare perché tra l’animale e il suo padroncino s’infilano fastidiosi problemi di allergia. Il binomio animali domestici e allergie è, infatti, più comune di quanto si pensi. Ne abbiamo parlato con il professor Alessandro Fiocchi, direttore del dipartimento di Allergologia all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Allergici per un pelo

«Secondo le stime più aggiornate, almeno il 10% dei bambini soffre di allergia al pelo degli animali domestici», argomenta il professor Fiocchi. «Un trend in crescita su scala nazionale, che si spiega con un sensibile aumento della presenza di animali (più o meno) domestici nelle nostre famiglie. Cani e gatti, criceti, cavie, conigli nani». Persino i furetti, che, in questa speciale classifica, sono subito alle spalle di gatti e cavalli nel provocare le reazioni più fastidiose. «Anche in quest’ultimo caso, tutto dipende da una proteina, l’albumina, che si trova nella saliva, nel sudore e nelle ghiandole sebacee», continua Fiocchi. «Quando, ad esempio, un cane o un gatto si lecca per lavarsi, cosparge il proprio pelo di albumina che dal mantello si diffonde presto nell’aria. Questo perché ogni molecola di questa proteina è piccola ed estremamente volatile. Per intenderci: supponiamo che in una stanza vi siano 100 particelle di allergeni dell’acaro. Che qualche problemino respiratorio lo dà. Di queste, 90 finiscono sul pavimento, le restanti volano. Con l’albumina capita il contrario: a volare sono 90 antigeni che si depositano ovunque per restarvi a lungo. Ed eliminarli è difficile. Figuriamoci il fastidio che possono arrecare, soprattutto a un bimbo piccolo, il cui sistema immunitario è ancora acerbo».

Animali domestici e allergie: la giusta strategia

«Se in famiglia c’è già un bimbo, ma non un animale, meglio godersi il bebè da solo, almeno fino al compimento del primo anno d’età. Un intervallo di tempo adeguato, per dare l’opportunità al sistema immunitario di fortificarsi. Poi, può valere la pena far entrare anche il fattore allergia nei criteri di scelta del cucciolo a quattro zampe». Ad esempio: il gatto è più allergenico del cane. Il maschio più della femmina. Il gatto castrato, invece, è il meno allergenico di tutti. Poi ci sono i gatti ipoallergenici, come il Siberiano o lo Sphynx, più tollerati degli altri perché liberano una minore quantità di albumina. Insomma, si tratta di valutare bene e scegliere di conseguenza.

Un cane in arrivoCosa c'è da sapere

Un cucciolo “primogenito” in famiglia

Come gestire, in questa situazione, il manifestarsi dell’allergia nel bambino, magari a 18 mesi/2 anni, quando ha già fatto in tempo ad affezionarsi all’animale? «Prima di pensare di liberarsi “dell’untore”, si può consultare uno specialista: la separazione, infatti, può far soffrire più di un’allergia». Il medico, l’allergologo o, nei contesti più gravi, lo pneumologo, suggerirà cosa fare: dal lavaggio settimanale del cucciolo al suo confinamento in una stanza off limits per il bambino, dalla pulizia accurata della casa all’installazione di filtri dell’aria», continua Fiocchi.

L’allergia non si risolve?

«Si può valutare di ricorrere alle medicine: per la rinite acuta, antistaminici e cortisone spray. Per la congiuntivite, si possono utilizzare colliri antistaminici o pomate cortisoniche. L’asma si può arginare a cicli di corticosteoridi». Validi anche i vaccini, da prendere in considerazione solo se il bambino ha più di 5 anni. Somministrati oralmente, sottoforma di compresse o gocce, o prescritti per via sottocutanea, prevengono la comparsa dei sintomi. L’effetto è proporzionale alla dose e alla durata del trattamento. In genere occorrono 2 o 3 anni per una protezione a lungo termine».

Compagni di gioco speciali

Morbidi, simpatici, coccolosi. In apparenza ideali da tenere in casa. Ma sono adatti ai nostri bimbi?

  • Il coniglio è una preda: teme il bambino e, se lasciato solo, devasta tutto. Meglio evitare.
  • Il pesce rosso? Buon compagno di relazione da tenere in un microclima adeguato. Ci sta.
  • La cavia ha un’ottima capacità di relazione, ma poi resta sempre in gabbia. Nì.
  • L’inseparabile interagisce alla perfezione e sa stare fuori dalla voliera. Perfetto!
  • Alla tartaruga per star bene serve tanta terra: meglio di no.
  • Il ratto è in assoluto l’amico ideale. Se preso piccolo, crea legami solidi. Sì!
  • La gallina, meglio se di piccola taglia, è di grande compagnia. Sì!
Animali domestici e allergieUn disturbo diffuso

di Chiara Amati

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