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Autodiagnosi: per gli antibiotici no!

Antibiotici: vale l'autodiagnosi? La parola a Liviana Da Dalt, a capo del Pronto Soccorso Pediatrico e Pediatria d’Urgenza dell’Ospedale di Padova

Autodiagnosi: per gli antibiotici no!

Oggi sono disponibili in farmacia test fai-da-te per determinare in pochi minuti, da una goccia di sangue, se la febbre e il raffreddore del bambino sono sintomi di un’infezione virale o batterica e dunque se è opportuno somministrargli antibiotici oppure no. In una parola: autodiagnosi. Abbiamo chiesto il parere di un’esperta: Liviana Da Dalt, che dirige il Pronto Soccorso Pediatrico e Pediatria d’Urgenza dell’Ospedale di Padova.

Questione di probabilità

Attualmente non conosciamo marcatori assoluti da misurare nel sangue «per determinare con certezza se una persona è affetta da un’infezione batterica o virale», spiega Da Dalt. «Dunque il risultato di qualunque test di questo tipo, per quanto precisa sia la misurazione dell’autodiagnosi, può dare solo risposte probabilistiche».

Autodiagnosi: l’ultima parola al medico

Il responso di qualunque esame di laboratorio va valutato dal medico, «che ha l’esperienza per interpretarlo alla luce delle condizioni cliniche del paziente», aggiunge. «I pediatri usano i test sapendo che il loro responso non da certezze, e lo integrano con le informazioni che ottengono dalla visita».
Per diagnosticare un’infezione batterica e prescrivere una terapia antibiotica, occorre che il pediatra visiti di persona il bambino. «Non basta un consulto telefonico con i genitori», precisa Liviana Da Dalt. «Non basta l’autodiagnosi!».

Gli antibiotici non sono farmaci da banco: per acquistarli occorre la ricetta del medico. Mai utilizzare una confezione di antibiotico che si trova già in casa e tantomeno i rimasugli di una formula già ricostruita per darli al bambino senza indicazione del pediatra.
È compito del pediatra prescrivere con precisione anche la durata della terapia, il dosaggio e la frequenza delle somministrazioni. Capita, infatti, che già dopo un paio di giorni di terapia il bambino stia già decisamente meglio. Ma non per questo bisogna sospendere la somministrazione del farmaco perché si rischia una ricaduta e lo sviluppo di resistenze.

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Misurare la dose giusta di sciroppo per il bambino?
«Le confezioni degli antibiotici sono dotate di misurini graduati che servono proprio a preparare la giusta dose di prodotto», risponde il pediatra Mattia Doria. «Vanno usati solo quelli, non altri contenitori o cucchiaini. Mai calcolare la dose a occhio, perché nei più piccoli un minimo errore nel dosaggio ha esiti significativi. La dose deve essere quella indicata dal pediatra in base al peso del bimbo».

Renderne più gradevole il sapore se il bambino lo rifiuta?
«I farmaci non vanno mai diluiti più di quanto previsto dalle istruzioni sul foglietto illustrativo, quindi non si può mescolare l’antibiotico al latte oppure al succo di frutta», dice il pediatra. «Se il bimbo è molto sensibile e non si riesce a fargli ingoiare la medicina, se ne può parlare con il medico, che potrebbe suggerire di aggiungere al preparato una o due gocce di sciroppo. È una valutazione che deve fare il pediatra per il singolo bambino nella specifica situazione».

Somministrare il farmaco all’ora giusta se il piccolo dorme?
«Di solito l’antibiotico si da due o tre volte al giorno, senza eccessiva rigidità negli orari. Conviene, però, dire al pediatra a che ora di solito il bambino dorme o se ci sono altri impegni familiari, per organizzare al meglio la terapia», risponde Doria.

Rimediare se il piccolo vomita poco dopo aver preso l’antibiotico?
«Se il bambino vomita entro 30 minuti dall’assunzione, bisogna somministrargli di nuovo l’intera dose. Se vomita così di frequente da non riuscire a dargli il farmaco, meglio sottoporre il problema a chi lo cura per valutare l’opportunità di un’altra via di somministrazione», spiega il pediatra. «Spesso gli antibiotici vanno presi a stomaco pieno e in ogni caso va verificata ogni volta la modalità corretta sul foglietto illustrativo dello specifico prodotto. Però non succede niente se il bimbo che ha vomitato riprende la dose di antibiotico a digiuno».

Conservare il prodotto avanzato nel flacone?
«Gli antibiotici in formula pediatrica scadono spesso entro 10 giorni dalla data di apertura. Trascorso questo tempo, vanno gettati, negli appositi contenitori per la raccolta dei farmaci», dice il pediatra. «Mai conservare i rimasugli di farmaco inutilizzati per uso futuro».

di Maria Cristina Valsecchi

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