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Igiene: che fatica fargliela digerire

Quando si tratta di igiene, l’ostruzionismo è quotidiano. Non sempre quanto si chiede è divertente, ma il risultato va portato a casa comunque. Così!

Igiene: che fatica fargliela digerire

Igiene: la doccia proprio no!

Se le inventa tutte per scantonarla. Dal momento che ha abbandonato il bagnetto, pare allergico all’acqua. Ma alla doccia, per una questione di igiene, non si può proprio rinunciare. E allora?

Sicuramente rispetto al bagnetto la doccia è meno divertente: bisogna farla in fretta, l’acqua è sempre troppo calda o troppo fredda, lo shampoo va negli occhi…
Se poi durante la doccia al figlio la mamma entra ed esce dal bagno per preparare la cena, mandare un whatsapp o ascoltare il tg, per concludere “sbrigati ché è pronto!”, il clima di agitazione verrà recepito dal bambino e lo rafforzerà nel cercare di rimandare l’esperienza.
«Per rendere quello della doccia un tempo di relax», consiglia la Paola Scalari, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva a Mestre e Venezia, «facciamola nella vasca, lasciando il tappo chiuso così che l’acqua non scorra via e consentiamo al bimbo di restare un po’ a giocare mentre noi cuciniamo (dai quattro anni in su)».
Inseriamo la doccia, poi, nei rituali della sera: i bimbi sono abitudinari e, instaurata la routine, non si opporranno più».

Igiene: pulizia dei denti

Fa storie per lavarli. Di giorno spera che non ce ne accorgiamo, ma la sera di fronte alla nostra richiesta è proprio un no deciso.

Lavarsi i denti dovrebbe essere un fatto di abitudine, che rientra nella routine pre-nanna come fare la pipì o mettere il pigiama. Se però
la richiesta arriva proprio sul più bello, mentre sta giocando o guardando la tv, è difficile che la accetti di buon grado.
Così come se glielo chiediamo quando è stanco e nervoso. «Per prevenire il capriccio, basta stabilire, con fare pacato ma deciso, che i denti si lavano appena finito di mangiare, dopodiché può giocare ancora un po’» dice la psicologa. «A volte il rifiuto è dovuto al fatto che il bambino associa il lavaggio dei denti con l’andare a letto e quindi con il passaggio dalla veglia, che gli piace tanto, al distacco dai genitori, che non gli piace affatto. Per farsi obbedire non serve dargli ordini dall’alto (“vai subito a lavarti i denti senza discutere!”): la strategia giusta sta nel creare un momento speciale. Si va in bagno a lavarsi i denti con papà, mentre si gioca con l’acqua, si scherza insieme, si inventa la canzoncina dei dentini puliti. Così quel che veniva concepito come una perdita di tempo diventa un momento di complicità allettante tanto quanto il gioco».

Dentini saniLeggi qui

Igiene: sos unghie!

Rifiuta di tagliarle. Appena ci presentiamo con le forbicine, nasconde le manine…

Accorciare le unghie non è divertente per il bambino, a maggior ragione se qualche volta ci è scappato un taglio più radicale, che gli ha fatto male o gli ha fatto uscire sangue. «La cosa migliore è distrarlo, canticchiando ad esempio una filastrocca con i nomi delle dita che si prendono di volta in volta», evidenzia Paola Scalari.
«Un’altra strategia è inventarsi una storiella fantastica che convinca il bambino della bontà dell’operazione: ad esempio, si può raccontare che, quando si tagliano le unghie, si cresce di più o che, se si allungano troppo, rischia di perdere il suo potere: garantito che a nessun bambino piace l’idea di smettere di crescere o di perdere i suoi poteri!». Se nessuna di queste distrazioni funziona, si può sempre ricorrere all’intervento di un’altra persona, ad esempio della nonna o della zia “magiche” che sanno tagliare le unghie dei bambini come nessun altro sa fare: vero è che la “maga” a lungo andare potrebbe non poterne più, ma lo stratagemma nove su dieci è di quelli infallibili!

di Angela Bisceglia

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