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Il sole va preso a piccole dosi

Il sole va preso a piccole dosi

Al giorno d’oggi c’è chi vede il sole come un nemico, perché potrebbe essere all’origine di alcuni tipi di tumore della pelle e quindi appare pericoloso e da evitare. Soprattutto le neomamme sono influenzate da questo atteggiamento e senza rendersene conto fanno il male del loro piccolo. Perché il sole è un alleato fondamentale per la crescita dei bambini e ci sono almeno quattro buone ragioni per esporsi alla sua carezza, specie durante l’estate.

“Il sole fa bene ai bambini – spiega Davide Altamura, dermatologo dell’Italian Medical Centre di Londra e dell’ospedale di Chelmsford, nell’Essex. Anzitutto è importante perché favorisce lo sviluppo osseo del bambino, poi perché contribuisce a rendere regolare e salutare il ciclo sonno- veglia”. Ma non basta. Il sole ha un effetto positivo anche in chiave di sviluppo psichico del bambino, dal momento che l’assenza di esposizione al sole può determinare la diminuzione del livello di ormoni come la serotonina e la melatonina, che con la loro presenza tengono lontana la depressione.

“Non è un caso che i paesi del Nord Europa, dove il sole scarseggia, siano anche quelli con il tasso più alto di suicidi e depressione – sottolinea lo specialista. L’ultimo vantaggio, ma forse andrebbe segnalato come primo, è il fatto che il sole aiuta a mantenere alto il livello di vitamina D, la cui assenza, secondo alcuni studi recenti, può favorire diversi tipi di tumore della pelle”. Tanto che nel Regno Unito ai bambini viene prescritto di assumere integratori di vitamina D, dal momento che il sole non è proprio compagnia costante nel Regno Unito.

Bimbi in fattoriaPer trovare serenità!

Un alleato che va tenuto a bada
Dunque non si deve sfuggire al sole e nemmeno evitare ai bambini di prenderlo, purché ci si ricordi di seguire una serie di precauzioni. “Il vero problema sono le scottature – insiste il dermatologo. Il sole è un fattore di rischio riconosciuto per i tumori della pelle e in particolare le scottature in età infantile possono essere foriere di melanomi in età avanzata”. Quindi, proteggere i bambini dalle scottature nei loro primi anni di vita non significa solo evitargli dolori e notti insonni, ma anche lavorare perché in prospettiva siano meno inclini ad ammalarsi, una volta adulti. Per prevenire questi rischi serve che il genitore abbia ben chiaro quali sono i rischi, quali gli strumenti per proteggersi e che agisca con buon senso. In particolare bisogna considerare l’età del bambino, il suo tipo di pelle, in quale stagione ci si trova, a quale latitudine e solo dopo essersi fatti un quadro chiaro di questo genere si può decidere come agire.

Tre regole d’oro per proteggere la pelle
La prima regola cui attenersi riguarda la crema solare, che deve essere sempre utilizzata e va scelta tenendo conto di quali sono le caratteristiche del bimbo e della situazione, preferendo i prodotti di aziende qualificate, in cui siano bene specificate tutte le caratteristiche e che magari si affidino ai rimedi della Natura. Rispetto all’uso della crema, poi ci sono alcune linee guida cui attenersi. Anzitutto la crema solare va sempre applicata prima di uscire di casa ed esporsi al sole e va spalmata in modo omogeneo, impiegando anche un po’ di tempo. Non vanno trascurate zone come viso, spalle, dorso, orecchie e testa, nel caso di bimbi piccoli e con pochi capelli. La seconda regola riguarda gli orari. Andare in spiaggia sotto il sole tra le 11 e le 15 potrebbe essere rischioso, a meno che non ci attrezzi con creme protettive, da applicare di nuovo ogni volta che ci si bagna o con magliette che schermano i raggi solari e cappellini. Quanto all’alimentazione, i bambini non dovrebbero per nessuna ragione assumere gli integratori che certi adulti consumano per accelerare l’abbronzatura, ma devono mangiare frutta e verdura durante la giornata al sole, per fare in modo che il loro effetto antiossidante agisca anche contro i danni della sovraesposizione e secondariamente dovrebbero bere molto più del normale, visto che la pelle al sole si secca e poi diventa più fragile e a rischio. 

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In un programma di salvaguardia della salute e del benessere dei bambini può diventare utile affidarsi ad Arnidol® Sun stick SPF50+, che combina Arnica Montana e burro di Karitè con filtri solari minerali (quindi fisici e non chimici) a effetto barriera immediato (che quindi non richiedono l’applicazione molto prima dell’esposizione al sole) e non assorbibili dalla pelle. Un prodotto dermatologicamente testato per uso pediatrico a partire dai 3 mesi, frutto di anni di ricerca da parte di un’azienda che punta tutto su Natura e sicurezza.

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