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La nutrizione è la chiave dello sviluppo e inizia con la scelta del latte

La nutrizione è la chiave dello sviluppo e inizia con la scelta del latte

Il modo in cui una persona si nutre esprime anche la sua personalità, le attitudini, le prospettive che lo attendono in futuro. Per questa ragione un genitore deve riflettere da subito con attenzione sull’alimentazione che sceglie per suo figlio. Le decisioni che mamma e papà compiono, sin dai primi mesi, costituiscono le fondamenta di uno stile di vita corretto.

Ogni individuo dal concepimento ai primi anni porta con sé un “bagaglio” di fattori, che condizionano la salute e la vita future. Una parte del bagaglio è caratterizzata dal patrimonio genetico, ma una parte rilevante è determinata dai fattori ambientali, quali ad esempio la nutrizione, le abitudini e l’attività fisica.

È importante, quindi, supportare al meglio i primi anni di vita del bambino, una finestra unica in cui, oltre allo sviluppo fisico, avvengono importanti progressi che riguardano lo sviluppo cognitivo, la maturazione del sistema immunitario e dell’apparato digerente. Basta pensare che tra uno e tre anni il piccolo impara circa 900 parole e aumenta di peso del 55 per cento.

L’importanza della scelta del latte

In questo periodo straordinario l’alimentazione ha un ruolo chiave per lo sviluppo del bimbo. Dopo la nascita, il latte materno è sicuramente il nutrimento perfetto. Come raccomanda l’Organizzazione mondiale della sanità, rappresenta la scelta ideale per almeno i primi sei mesi di vita e andrebbe favorito anche oltre, fino a quando mamma e bambino lo desiderano.

L’allattamento al seno, infatti, porta a mamma e bambino diversi benefici. Nella donna favorisce il ritorno alle dimensioni normali dell’utero dopo il parto e aiuta a perdere peso; per il piccolo offre molteplici benefici. Il latte materno, infatti, contiene modulatori di crescita e fattori di difesa nei confronti delle infezioni batteriche e virali; riduce al minimo l’incidenza delle allergie alimentari; evita il sovraccarico renale grazie anche al ridotto contenuto di proteine.

Quando però il latte materno manca o non è sufficiente, una valida alternativa è rappresentata dai latti di proseguimento, dopo il 6 mese su indicazione del pediatra, in quanto il latte vaccino non è raccomandato nel primo anno di vita. Questo alimento, è povero di ferro, poi è troppo ricco di sodio e fornisce un contenuto di proteine triplo rispetto al latte materno.

I latti di proseguimento sono studiati per garantire al piccolo l’equilibrio nutrizionale e il fabbisogno di macro e micronutrienti di cui ha bisogno.

Un organismo delicato, che ha bisogni da rispettare

Mettendo a confronto l’organismo di un bimbo di circa un anno d’età e di un adulto, ad esempio, emerge che il piccolo ha un bisogno quattro volte superiore in termini di ferro e cinque volte superiore in termini di vitamina D. Elementi che a volte, specie nei Paesi sviluppati, non vengono privilegiati nell’alimentazione infantile, che risulta invece ricca di proteine, sale, grassi saturi e zuccheri. Questo tipo di alimentazione può comportare un rischio maggiore di sviluppare obesità, un problema frequente anche nei bambini italiani, con il 21,3% dei ragazzini in sovrappeso e il 9,3% addirittura obeso (dati Ministero della Salute).

L’integrazione della dieta con il latte, infine, risulta utile anche dopo l’anno, sempre con l’accortezza di scegliere il latte più adatto, seguendo le indicazioni del pediatra. In tal senso, il latte di crescita, con ferro e vitamina D, può essere una valida alternativa per riequilibrare potenziali carenze di questi nutrienti.

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