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A casa Biasioli

Lui, lei e l’altro. Cioè il figlio di lei. Una convivenza impegnativa, almeno sulla carta. Che Geraldine e Mattia  raccontano così

A casa Biasioli

Sembrava una storia destinata a durare un soffio. In pochi ci avrebbero scommesso. Lei, Geraldine, con la voglia di tornare a essere felice e regalare una famiglia al piccolo Nicolas, nato da una storia precedente. Lui, Mattia, con la vitalità del giovane uomo e il desiderio di divertirsi a lungo con gli amici. Più che leggittimo a 29 anni, tanto più in una città come Milano. Oggi che di anni ne ha 32, Mattia gli amici li sente sempre, ma al momento è più concentrato sul pancione di Geraldine: a casa Biasioli è in arrivo Tito. Nonostante ciò, non perde di vista Nicolas, 12 anni, per il quale è una figura affettuosa e molto presente. La mamma tira un sospiro di sollievo anche se…

A casa Biasioli: la mamma

È appassionata di musica: Queen, Gianna Nannini e 883. Ma a Tito, nel pancione, fa ascoltare dolci melodie.

I momenti di crisi

Geraldine li ricorda molto bene. «Il primo tre anni fa. Vivevo con Nicolas dai miei genitori, ma mi sentivo fuori luogo. Avevo bisogno della mia libertà. Chiedevo a Mattia di andare a convivere. Lui prendeva tempo. A me franava la terra sotto ai piedi perché a quella storia tenevo moltissimo. E sapevo che un ragazzo così giovane e vitale di acquistare il pacchetto completo poteva anche non avere voglia. Poi un giorno, in Indonesia, durante uno dei nostri viaggi intorno al mondo, mi ha proposto di trasferirci “a casa Biasioli”. La luce in fondo al tunnel prima di un altro black out perché, di lì a poco, ho perso il lavoro: un imprevisto che mi ha messo in ginocchio. Io e Nicolas a casa di Mattia, ma senza un’indipendenza economica, da parte mia intendo. Ho vacillato come mai prima, anche perché pareva che non capisse. In realtà aveva solo bisogno di tempo. Alla fine la forza di risalire l’ho trovata proprio in lui. Sono felice di essere uscita dall’impasse: oggi Mattia e io siamo più uniti che mai».

Le mie qualità

È una donna affascinante Geraldine. Sarà per quel côté metà francese che ben si sposa con la natura passionale propria di noi italiane. L’aggettivo che meglio la rappresenta?
«Solare», risponde lei. «E, da buon Leone ascendente Acquario, vivace con brio: chi gravita nella mia orbita respira energia positiva». Il bicchiere potrà anche essere mezzo vuoto, insomma, ma Geraldine sa sempre trovare il motivo per un sorriso. Non fatela arrabbiare né ingelosire, però: diventa una furia!

I miei sogni

«Tutto quel che avrei voluto per me è arrivato. Ho sempre desiderato avere una famiglia e ora, con Tito, si sta allargando: siamo agli sgoccioli. Mai avrei pensato di trovare, un giorno, quella serenità e quell’amore che ho inseguito, invano, per anni. Ho aspettato un po’, a tratti mordendo il freno, ma alla fine ne è valsa la pena. Se mi fosse concesso di sognare ancora qualche istante, nel nostro futuro vedo pure una bimba. Sarebbe perfetto!». Un presente positivo, quello di Geraldine, se non fosse per un tarlo che non le dà tregua: il lavoro. «In passato ho dato anima e corpo. Vivevo per lavorare. Mi spaventa tornare a dover fare lo stesso con due bambini. D’altra parte vorrei rimettermi in gioco: nel commerciale di un’azienda o in un’attività mia. Lo tengo lì, come un altro sogno da realizzare. Questa volta non sono così fiduciosa, ma non perdo le speranze. Né l’ottimismo».

 

A casa Biasioli: il papà

Appena rientra dall’ufficio nella  casa editrice in cui lavora, Mattia si mette ai fornelli per la sua Geraldine. Se non è amore questo!

I momenti di crisi

Mattia ci pensa un po’ su e… «Non ne ho avuti. La crisi è qualcosa di grosso. Io preferisco parlare di difficoltà nate all’inizio della mia convivenza con Geraldine e Nicolas. Arrivavo da altre convivenze, ma erano diverse: la prima con mio cugino, la seconda con un amico. Ero un quasi trentenne scanzonato senza quel carico di responsabilità che ti può dare una “famiglia all’improvviso”. Poi, quando ho pensato che fosse arrivato il momento giusto per questa nuova avventura, “a casa Biasioli”, è come se mi fossi trovato dinanzi a un triplo carpiato con avvitamento senza la certezza che in piscina ci fosse l’acqua. Mi sentivo un po’ impacciato, non sono stato all’altezza, forse non mi sono calato nel ruolo, comunque non come avrei dovuto. Non so. Certo Geraldine è stata grande. Lei aveva ben presente la situazione e faceva in modo di non farla pesare, anche a costo di soffrire in silenzio. Se oggi sono l’uomo che sono, lo devo tanto a lei, al suo altruismo. Ma anche a Nicolas che non mi ha mai fatto sentire di troppo. Mai una risposta da “fuori di testa”, nonostante stesse entrando in un’età critica, quella della preadolescenza, e nonostante l’enorme cambiamento».

Le mie qualità

Secondo le stelle, che lo collocano nel segno dell’Acquario con l’ascendente in Leone, Mattia dovrebbe essere l’opposto di Geraldine. E invece sono molto affini. Anche lui solare e aperto, sempre circondato da amici. «Mi piace coltivare e mantenere le mie amicizie. Casa nostra è una specie di ostello dei “non più giovani”. Ci divertiamo un sacco. A volte sono un po’ rompiballe. Devo esserlo stato sulla scelta del nome tanto che, alla fine, Geraldine mi ha accontentato pur non essendo convinta. Tito doveva essere e Tito è. Per noi amore è anche questo».

I miei sogni

«Una famiglia che potrebbe espandersi ancora. Mirta a parte, la gatta siberiana che va matta per Nicolas, manca la femminuccia. Adesso, però, voglio solo godermi Tito. Non vedo l’ora di tenerlo tra le braccia, cullarlo, cambiargli i pannolini. Ci saranno anche le notti in bianco: fanno parte dello stravolgimento che un bebè si porta appresso. Ma in quanto a cambiamenti siamo più che rodati».

di Chiara Amati – foto Andrea Pagliarulo

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