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Avere radici: cosa significa?

Avere radici: cosa significa?

Mi piacerebbe parlare con voi del significato di “casa”, di sentirsi a casa.

Abbiamo passato un mese e mezzo in Italia, con la famiglia e gli amici ed è ora di tornare a casa. Una espressione facile da dire, ma che nasconde un significato enorme ed è stata la mia bimba più grande a condurmi alla riflessione. Mi sono resa conto che le mie bimbe non hanno mai considerato l’Italia il loro paese; andare a Roma è sinonimo di vacanza, significa vivere per un periodo in casa della nonna e fare festa. Incontrare parenti, amici, organizzare cene, visite questo è per loro il bel Paese. Per me è diverso, per me è tornare nella mia terra, è dove sono nata, dove la mia famiglia vive, sono le mie radici.

Le mie bimbe non hanno radici. Non appartengono a nessun posto in particolare. Non hanno un posto in cui tornare per rigenerarsi, per ritrovare i profumi e i colori del proprio passato, per ritrovare volti che si aprono in un sorriso. E mi sono chiesta se è giusto averle private di tutto cio’. Sono nate in un paese che non è il nostro, ora vivono in un altro continente e chissa’ cosa accadra’, dove le porteremo ancora.

Non hanno mai provato cosa significa vivere in una casa propria. Nella loro intensa ma pur breve vita hanno cambiato casa gia’ quattro volte. Hanno dovuto ambientarsi, ricreare il proprio ambiente gia’ quattro volte. Hanno conosciuto tanti vicini, imparato percorsi diversi per tornare a casa, fatto la spesa in tanti diversi supermercati… Niente di sorprendente, niente di complicato, ma se penso alla mia vita mi sembra tutto cosi’ strano. Ho sempre vissuto nella stessa casa, nello stesso quartiere, stessi amici, stessi vicini, stessi negozianti; questa è la normalita’ per tante tante persone.

Ma poi sentire le bimbe chiedermi: “allora domani prendiamo l’aereo e torniamo a casa?” mi ha sconcertato. I bambini hanno una forza interiore che sconvolge, una capacita’ di trovare il bello in ogni cosa che mi sorprende ogni volta. Per loro casa è dove vivono, è il luogo dove dormono, mangiano, giocano, dove ospitano gli amichetti. Vivono il presente, l’attimo. Non hanno radici, non come intendiamo noi adulti. Osservandoli, scrutando i loro volti sorridenti all’idea del ritorno ho compreso che ogni momento vissuto è un mattoncino per la costruzione del proprio bagaglio, che non è necessariamente legato ad un luogo.

Le memorie di luoghi visitati, di gente conosciuta, l’incontro con diverse culture sono le loro radici. Non appartengono a nessun luogo, ma a tanti quanti ne conosceranno. E da ognuno di essi riusciranno a tirar fuori il meglio.

Ma soprattutto mi hanno fatto riflettere su una cosa molto importante, la famiglia. Le mie bimbe non hanno un posto in cui tornare, se non quello in cui risiedono temporaneamente. Ma per loro cio’ che veramente è fondamentale è la famiglia. Ci consideriamo un gruppo, un team ed è questo che rende unico ogni posto. La presenza di ciascuno di noi è cio’ che definisce il nostro spazio, quello che noi chiamiamo casa.

È per questo che riusciamo a goderci ogni momento di questa strana vita; una vita insolita ma tremendamente interessante e stimolante. A volte complicata e difficile, ma pur sempre carica di novita’ e scoperte.

 

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