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Babysitter: la ricerca è sul web

Nomi, referenze, indirizzi: grazie alla tecnologia, tutto è rapidamente a portata di mouse. Anche la babysitter! Ma dove dirigere le ricerche per una questione così delicata come la cura dei bambini? Ecco i consigli di chi ci ha già provato

Babysitter: la ricerca è sul web

Trovare una babysitter non è facile. Molto spesso il passaparola nelle grandi città non funziona e rintracciare una persona affidabile e qualificata può essere una vera fatica per le famiglie. Come fare? I siti Internet specializzati mettono in contatto genitori e babysitter o assistenti all’infanzia. Possiamo fidarci? Il portale più famoso in Italia è Sitly (ex Sitter-Italia), nato nel 2009 in Olanda quando Jules Van Bruggen, padre di due bambini, in difficoltà nel trovare una struttura che potesse accogliere i figli durante l’orario di lavoro, decise di fondare Oudermatch.nl.
Dopo il successo la formula venne replicata in Italia nel 2013 e, a seguire, in Spagna, Norvegia, Finlandia, Danimarca e Argentina. Oggi conta quasi 400mila iscritti (è, infatti, il primo gruppo in Italia per iscrizioni).

I siti più popolari creati dai genitori

È nato spinto da interesse personale anche Yoopies (circa 77mila iscritti): il fondatore, il parigino Benjamin Suchar, creò nel 2012 il portale per aiutare le sorelle a trovare delle babysitter di fiducia a prezzi concorrenziali. Fu un successo incredibile e in pochi anni la startup approdò in tutta Europa. Dopo una serie di esperienze (personali) negative con le agenzie, infine, Alexis Deneux e sua moglie decisero di aprire un sito di annunci per aiutare i genitori a trovare una tata e dettero vita a Toptata. Tutti questi portali mettono in rete gratuitamente assistenti all’infanzia, balie a domicilio,
ma anche babysitter e ragazze alla pari e gli annunci di offerta sono “calibrati” in base alla vicinanza delle richieste.

L’iscrizione è sempre gratuita

I genitori devono registrarsi e condividono l’inserzione digitale in cui specificano il tipo di servizio richiesto (babysitter part time, tata full time o occasionale). Il secondo step è molto semplice perché possono attendere che i candidati rispondano direttamente o scrivere personalmente alle professioniste iscritte, che vengono selezionate in base alla residenza (chilometri di distanza) e alle competenze.

Bimbini e digitaleUn mondo da capire

Che cosa si paga

Ogni portale ha regole proprie: l’iscrizione è per tutti gratuita, se poi una famiglia o un’aspirante tata vuole contattare via email un profilo o scambiare il numero di telefono c’è un abbonamento (mensile, trimestrale e annuale, su Toptata, ad es., si parte da una formula base della durata di 72 ore che permette di far fronte a un’eventuale emergenza) attraverso cui accedere a questi dati. Non è ovviamente obbligatorio.

Quali soluzioni si possono trovare

Le mamme e i papà hanno principalmente bisogno di un aiuto a ore. Sono poche le famiglie che scelgono la tata a tempo pieno. Di norma c’è bisogno di una persona che si occupi dei figli durante le vacanze scolastiche, le malattie, che li vada a prendere a scuola o stia con loro nel pomeriggio, finché non rientrano dal lavoro. «Tanti genitori, invece, cercano un piccolo aiuto per una serata romantica e si rivolgono per questo a babysitter un po’ più giovani come le studentesse o gli studenti universitari. Anche se i maschi sono meno presenti sul sito, alcuni riscuotono un discreto successo!
«Una categoria molto ricercata nelle grandi città è la tata-colf: una persona di fiducia che dia una mano in casa con le pulizie e magari anche cucini un po’, senza perdere d’occhio i bambini! Queste sono le candidate che in genere trovano subito lavoro, perché sono delle super-donne», racconta Silvia Campanella, responsabile di Toptata Italia.

Babysitter: come capire se il profilo è veritiero

È impossibile per questi siti internet verificare tutti i candidati, si basano, però, sulle recensioni. I professionisti più brillanti sono quelli che raccolgano il maggior numero di commenti positivi o che scelgono la trasparenza, abbinando il loro profilo social attraverso cui
le famiglie possono verificare quanto dichiarato.
«Non siamo un’agenzia, ma ci presentiamo come una community che mette in contatto famiglie e tate. Con quasi 400mila iscritti, poi, sarebbe impossibile. Il nostro servizio vuole essere un po’ il sostituto del foglietto attaccato in panetteria “babysitter offresi”, con tutti i vantaggi dell’online. Noi consigliamo sempre un colloquio conoscitivo e una periodo di prova. Inoltre è possibile leggere le referenze di genitori che hanno provato già quella tata», specifica Laura Sciolla di Sitly.

Le app cerca tata

Le Cicogne è stata lanciata sul mercato nei primi mesi del 2015 e permette di trovare babysitter velocemente e a un prezzo giusto. Che cosa la rende unica? Comprende la copertura assicurativa in caso di infortuni al bambino o a danni alla casa. Si può scaricare gratuitamente da iTunes.
Social Mama Sharing Tata è la prima applicazione che permette a chi la usa di trovare mamme con cui condividere la tata. L’obiettivo, quindi, è quello di selezionare la persona più adatta ai propri figli, valutando la sua esperienza, le sue capacità e ovviamente la sua tariffa oraria, ma anche affidarsi al giudizio delle altre mamme. L’app è scaricabile gratuitamente su Google Play.

di Valentina Rorato

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