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Cosa significa essere gemelli?

Cosa significa essere gemelli?

Gemelli… e poi?
Un’unione, la loro, che si forma quando ancora sono racchiusi nel grembo materno: è nei nove mesi della gestazione, infatti, che ciascun fratello sperimenta per la prima volta la percezione dell’altro. Un legame che il tempo non farà che rafforzare.

Ma cosa significa essere gemelli?
Dal primo vagito alla maturità, i gemelli sperimentano il concetto di coppia: un aspetto che segnerà per sempre la loro vita e il loro sviluppo affettivo e sociale. Ma da questa indissolubile unione trarranno sempre un fortissimo senso di sicurezza.
Per contro, per loro il processo di costruzione di una propria identità può essere più lungo. Nel suo rapporto con la mamma il bambino sente ripetere due parole: io e tu. Per i gemelli la situazione si complica. Oltre a IO e TU sentiranno anche un altro termine: VOI. Per loro sarà quindi più difficile arrivare a capire che cosa significa la parola Io.

Sono uguali, ma non lo sanno
La gemellarità? Curioso, eppure nei primi anni di vita dei fratelli non è altro che un concetto loro ‘imposto’ dalle persone che li circondano. Come tutti i bambini, solo dopo i 2 anni riusciranno a capire che chi li guarda dallo specchio sono loro. Almeno fino a quell’età non si accorgono di avere un doppio, al contrario dei genitori che fin dal primo vagito li riconoscono come somiglianti. E attraverso tanti messaggi, diretti o inconsci, trasmettono loro questo messaggio: siete diversi dagli altri perché… siete identici. A ben guardare, insomma, i gemelli sono gli ultimi ad accorgersi di essere uguali!

Qualche indicazione pratica
– Rivolgetevi a loro con il TU e non con il VOI, chiamandoli con il nome proprio ed evitando di riferirsi a loro con il termine generico ‘i gemelli’.

– Per renderli riconoscibili agli altri, ricamare le loro iniziali sui vestiti, oppure avvisate gli amici dei tratti particolari che li distinguono o di qualche indumento che li differenzia.

– Evitate di fare davanti a loro considerazioni e commenti sulla loro somiglianza o di servirvene per meravigliare amici ed estranei.

– Date loro modo di vivere separati e create momenti di rapporto a tu per tu con voi o con una persona di famiglia.

– Valorizzate le differenze di carattere di ciascuno, ma evitate soprattutto di inquadrarle in ruoli prestabiliti: il maggiore e il minore, il grande e il piccolo, l’estroverso e l’introverso.

– Scegliete regali differenti cercando di rafforzare le naturali inclinazioni di ciascuno.

– Nello sforzo di diversificazione, però, non cancellate tutte le possibili esperienze comuni, per non spezzare il delicato legame che sostiene i gemelli e per evitare di aggravare le ansie di separazione che coinvolgono tutti i bambini nei primi anni di vita. Ogni tanto lasciateli giocare a vestirsi nello stesso modo e a fare le stesse cose.

– Anche i letti, i vestiti e le pettinature dovranno essere diversi e rispecchiare il carattere di ciascun fratello. E così pure amicizie ed esperienze.

– L’atteggiamento che viene più spontaneo è quello di dividere coccole, sguardi, parole e regali con equità. Un esercizio che può rivelarsi frustrante sia per i genitori sia per i piccoli, perché è impossibile distribuire le attenzioni con… il bilancino, in modo matematicamente uguale. I gemelli, come tutti i bambini, hanno bisogno di occasioni nelle quali l’attenzione dei genitori è rivolta esclusivamente a uno di loro.

– Per aiutarli a riservarsi dei momenti in cui il rapporto con il genitore non interferisca con l’altro fratello, il ruolo del papà diventa fondamentale. Ogni genitore dovrebbe intensificare i suoi rapporti con ognuno dei gemelli preso individualmente coinvolgendo anche nonni e parenti. L’importante è che la famiglia sia aperta il più possibile al mondo esterno.

Organizzare l’allattamento

  • Allattamento al seno

Non è raro che la mamma riesca ad allattare i gemelli esclusivamente al seno, almeno fino al terzo mese di vita. Grazie alla doppia stimolazione, infatti, può arrivare a produrre circa 2 litri di latte al giorno, sufficienti a nutrire in modo adeguato 2 bambini fino a 7 chili di peso.

– Alcune donne, soprattutto se i piccoli mangiano molto in fretta, preferiscono allattare i gemelli uno per volta, per garantire loro un rapporto individuale di coccole e tenerezze. Altre, invece, per risparmiare tempo, allattano i bambini contemporaneamente. In tal caso si consiglia la posizione semisdraiata o seduta, con 2 cuscini per sorreggere i gemelli, in modo che ognuno, rispetto alla mamma, abbia una posizione frontale che permetta loro di attaccarsi agevolmente al seno.

– Per evitare eccessivo stress, sarebbe bene abituare i gemelli a poppate abbastanza regolari (ogni 3 ore – 3 ore e mezzo). Nelle prime settimane di vita, però, i pediatri consigliano l’allattamento ‘a richiesta’, che meglio si adatta ai ritmi fisiologici del metabolismo digestivo dei neonati.

  • Allattamento misto

Se il latte della mamma è scarso, è necessario integrare la poppata con aggiunte di latte artificiale. Si può procedere in 2 modi.

– Allattare entrambi i bambini al seno e poi dare a ognuno un po’ di latte con il biberon (allattamento misto complementare). La quantità sarà decisa in accordo con il pediatra, in base all’appetito del bambino.

– Allattare alternativamente i piccoli al seno: per esempio, se alla poppata delle 8 uno dei 2 si è nutrito con il latte della mamma e l’altro con quello artificiale, la volta successiva accadrà il contrario (allattamento misto alternante).

  • Allattamento artificiale

Se la mamma non ha latte o non può allattare e deve ricorrere all’allattamento artificiale, per comodità può essere aiutata da una persona che offra il biberon a uno dei gemelli. Nella poppata successiva, i bambini andranno scambiati: l’allattamento è infatti un momento di grande intimità, che crea un legame tra madre e figlio molto importante per lo sviluppo della personalità del piccolo.

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