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Cucciolo: ce ne prendiamo uno?

Accogliere in casa un amico a quattro zampe non è una decisione da prendere alla leggera: servono educazione, consapevolezza e un’ottima organizzazione famigliare!

Cucciolo: ce ne prendiamo uno?

Spesso, nella scelta di un animale da compagnia ci si fa guidare soprattutto dall’aspetto estetico. Ci si orienta verso quel certo cucciolo perché ha il musetto simpatico, perché fa tenerezza, perché ha lo sguardo tanto espressivo…
Invece, specialmente quando in famiglia ci sono dei bambini, è molto importante che la decisione venga presa in modo consapevole, valutando con attenzione i diversi aspetti e cambiamenti che essa comporta.

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Cucciolo: che cosa è utile sapere in anticipo

«La prima cosa da fare è prendere il maggior numero possibile di informazioni sull’animale che si è deciso di adottare,
di cui spesso, invece, si ha solo una conoscenza superficiale», afferma Elena Borrione, medico veterinario esperta in comportamento animale a Torino e provincia. «La domanda da farsi è: i tempi e i ritmi della nostra famiglia ci consentiranno davvero di soddisfare bisogni ed esigenze del nuovo amico?».
Anche quando la richiesta di prendere un animale viene dal bambino, poi, la decisione va sempre ponderata dai genitori. «Meglio non lasciarsi guidare da entusiasmi del momento, per esempio dal fatto che quel tipo di cucciolo è il protagonista di un cartone animato», sottolinea la specialista. «A mamma e papà, inoltre, spetterà il compito di fare da ‘filtro’ tra il piccolo e l’animale, aiutandolo a entrare in relazione con lui, dandogli l’esempio sul giusto modo di approcciarlo, di rispettarlo e di prendersene cura».

Rispetto, un requisito fondamentale

Il cane è sicuramente un ottimo compagno per il bambino: è infatti giocherellone, socievole, affettuoso. Ci sono razze più idonee di altre a relazionarsi con i piccoli? «Quando i genitori mi pongono questa domanda, scherzando rispondo che i cani adatti ai bambini sono quelli… di peluche», risponde Luca Calderisi, medico veterinario a Lucca. «Con questo intendo dire che tutti i cani hanno un loro carattere e una loro personalità, tutti vanno rispettati ed educati. Invece su youtube si vedono spesso video di bambini che giocano con i loro cani facendogliene di tutti i colori, sotto gli occhi di genitori che ridono e non si accorgono che l’animale sta inviando segnali di sofferenza e di fastidio».

Ma quali sono i cani più “tranquilli”?

«Detto questo», continua l’esperto, «se si desiderano razze particolarmente tranquille ed equilibrate ci si potrebbe orientare verso un Labrador o un Golden Retriver oppure verso quelli che vengono definiti pastori conduttori, come  il pastore tedesco. Meno idonei potrebbero essere invece i cosidetti pastori guardiani, come i maremmani, che sono cani piuttosto indipendenti e con scarsa motivazione sociale. Se il bambino è già grandicello e in grado di occuparsi del cucciolo si potrebbe pensare anche a un Jack Russel, che è molto vivace e ha bisogno di tanta attività fisica, caratteristiche che invece lo rendono meno adatto a genitori con un bambino piccolo, che hanno già molto da fare».

L’animo “doppio” del gatto

E se invece l’idea è quella di prendere un gattino? «I gatti tra loro sono più simili, non c’è quella grande varietà che caratterizza le razze canine», risponde l’esperto. «Per quanto riguarda la relazione con il bambino, è importante tenere presente che questo animale ha in sé una doppia natura, è predatore e preda allo stesso tempo: le interazioni troppo decise innescano in lui risposte di allontanamento e di rifiuto», afferma Luca Calderisi. «Se qualcuno lo afferra e cerca di trattenerlo, magari per coccolarlo,
il gatto, morde, graffia, scappa via. È molto importante spiegare al bambino che questo animale è fatto così, ha bisogno
di essere indipendente e solo rispettandolo possiamo fargli capire che è bello stare in nostra compagnia: sarà lui che verrà a cercare
le coccole, quando ne avrà voglia».

di Francesca Mascheroni

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