apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Intervista a Elisa Cusma

Intervista a Elisa Cusma

Una ragazza giovane della porta accanto che in quinta elementare ha vinto una gara campestre e che, grazie a suo papà, ex campione di pugilato, e grazie a Claudio Guizzardi, il suo allenatore, ha ottenuto molti risultati positivi nelle sue due specialità: gli 800 ei 1500 metri piani. L’ultimo, tra questi, l’ha ottenuto proprio domenica scorsa, 8 marzo: durante gli Europei Indoor dell’Oval Lingotto ha vinto la medaglia di bronzo negli 800 metri. Un grande risultato per una giovane atleta che ora pensa solo ad allenarsi e a migliorarsi, anche nei 1500 metri, per poter un giorno partecipare alle Olimpiadi da protagonista!

Corri praticamente da sempre ma hai iniziato a fare sul serio nel 2004, quando sei passata nel gruppo sportivo dell’Esercito. Come è maturata questa decisione?

In realtà, a quell’epoca, avevo da poco smesso di lavorare e avevo ripreso da poco a correre. In quel periodo mi ha contattato l’Esercito e proprio grazie a loro ho ripreso a correre in maniera seria.

Dopo aver sfiorato la qualificazione in semifinale ai mondiali di Osaka hai conquistato la medaglia di bronzo degli 800 metri chiudendo in 2’00″23 alle spalle delle russe Mariya Savinova (1’58″10) e Oksana Zbrozhek (1’59″20) agli Europei indoor che si sono chiusi proprio domenica all’Oval Lingotto. Innanzitutto tanti complimenti da tutta la Redazione di Quimamme! La gara è stata caratterizzata da passaggi veloci, come l’hai gestita?

Ci ho creduto fino in fondo. Ci sono stati passaggi veramente esagerati però volevo provare a vincere una medaglia e l’unica cosa che potevo fare era rimanere lì e crederci.

Questa tua prima medaglia è di buon auspicio per gli importanti appuntamenti che affronterai? E quali sono i tuoi obiettivi immediati?

Ricomincio ad allenarmi con la stagione all’aperto. Non so quali appuntamenti ci saranno però la stagione inizierà a giugno. La medaglia è sicuramente di buon auspicio: speriamo che non sia l’ultima!

Quella di Pechino è stata la tua prima Olimpiade. Per ogni atleta partecipare alle Olimpiadi è il sogno più grande. Come hai vissuto questa esperienza?

È sicuramente una bellissima esperienza anche perché le Olimpiadi sono il sogno di ogni atleta.

Sei specializzata nel mezzofondo, in particolare sugli 800 metri e i 1500 metri piani. Qual è la gara che preferisci? E quali sono le differenze tattiche tra le due distanze?

Ora come ora preferisco gli 800 metri perché sto gareggiando su quelli e li riesco a sopportare di più. Mi piacciono anche i 1500 e probabilmente quest’anno mi allenerò per fare qualche gara in più. Non ci sono differenze particolari tra le due gare perché si soffre in entrambe. L’unica differenza sta chiaramente nella lunghezza: una è più lunga e l’altra è più corta e anche gli allenamenti hanno le stesse caratteristiche perché cerco ogni volta di allenarmi per coprire entrambe le distanze.

Tuo padre è un ex campione europeo dei pesi leggeri. Come mai non sei diventata pugile e ti sei orientata, invece, verso questa disciplina sportiva?

Non mi piace questo tipo di sport anche perché, secondo me, è uno sport da uomini e non da donne. Oltretutto, praticando questa disciplina sportiva, io non sarei mai andata da nessuna parte!

Che insegnamenti e che consigli ti ha dato uno sportivo come tuo padre, il “Rocky di Bologna”?

Lui è il mio primo tifoso e il consiglio che mi ha trasmesso è quello di crederci fino in fondo e di andare avanti sempre.

Sicuramente passerai la maggior parte del tempo ad allenarti. Come riesce un’atleta come te a conciliare l’attività sportiva alla tua vita privata?

L’atletica è il mio lavoro. Mi alleno un’oretta alla mattina e due orette al pomeriggio e quindi il resto della giornata è libero. Quando ho delle gare non esco e non faccio le cose che fanno i ragazzi normali però di tempo ne ho. Mi alleno tutti i giorni tranne la domenica e quindi sono abbastanza libera.

Una parte importante della tua vita la riveste sicuramente Claudio Guizzardi che, oltre ad essere il tuo allenatore e un tecnico all’antica che valorizza l’atleta attraverso una sua crescita organica naturale e progressiva, è una persona che ti ha aiutato tanto nei momenti più difficili. Che rapporto hai con lui e che tipo di allenatore è?

Ho un rapporto bellissimo con lui e penso che, per andare forte, bisogna avere anche un buon rapporto con il proprio allenatore che ti deve vedere non solo dal punto di vista atletico ma anche dal punto di vista umano. Claudio è stato il mio primo e unico allenatore ed è molto all’antica: molto pignolo e molto fissato con gli infortuni. Mi fa spesso correre, infatti, su erba proprio per evitare di farmi male!

Qual è il sogno nel cassetto di Elisa Cusma?

Il mio sogno nel cassetto è quello di continuare a rimanere a questi livelli per tanti anni e diciamo che lo sto già vivendo.

L’atletica è una disciplina che valorizza il singolo ma, a suo modo, è anche uno sport di gruppo dove il sostegno della squadra è fondamentale. Che cosa consiglieresti ai bambini che vogliono praticare questo sport?

L’atletica inizia molto tardi. Si diventa un’atleta seria a 22/23 anni. Ai bambini consiglio di divertirsi tanto, come ho fatto io da piccola, e di non prendere questo sport subito sul serio. L’importante è divertirsi e, se deve arrivare qualcosa di più serio, arriverà.

 

Commenti