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Nonni lontani? 3 modi per vincere la nostalgia

Nonni lontani? 3 modi per vincere la nostalgia

«Avere i nonni lontani è un peccato, ma averli lontanissimi all’improvviso,  perché ci trasferisce in un’altra città, magari all’estero, può diventare uno stress. Per i nonni, per i genitori, per i bambini. Lo sa bene Elisa Gatti, psicologa milanese con un bimbo piccolo che sei mesi fa ha lasciato l’Italia per spostarsi a Londra. «Avere a che fare con la distanza non è semplice – sottolinea – perché i nonni si rendono conto di aver perso qualcosa. A rendere bellissima l’esperienza di avere nipotini, infatti, contribuisce anche il fatto che la loro nascita in qualche modo è anche un risarcimento dell’uscita di casa del figlio o della figlia, con l’età adulta. L’arrivo del bebé riempie di nuovo il nido. C’è qualcuno di giovane, pieno di vita e di progettualità di cui occuparsi nuovamente. Se il “pulcino” però, se ne va la sofferenza è tanta». Ma se per i nonni è un problema, come reagicono i nipotini alla stessa separazione?

Se il bambino stava sempre con i nonni 

«Il problema è maggiore quando il nipote che vive lontano è stato accudito in modo intensivo dai nonni prima del distacco», spiega Elisa Gatti, «la consuetudine quotidiana è più difficile da superare». Naturalmente molto dipende dall’età dei nipotini e da come è ritmata oggi la loro giornata. Ma oggi la tecnologia, e non solo quella, offre molti strumenti per recuperare la quotidianità.

1. Le chiamate via Skype

Le videochiamate permettono una quotidianità altrimenti impensabile. Ma, anche se i bambini oggi nascono immersi nella comunicazione, non è facile fino a dopo i 3-4 anni gestire il contrasto tra l’immediatezza visiva e l’impossibilità di avere poi un contatto fisico con la nonna che parla e sorride. E’ l’amplificazione del problema che si sperimenta anche al telefono: già la voce riaccende nei piccoli il desiderio dell’incontro. L’importante è quindi evitare di mettersi davanti al computer, da una parte e dall’altra delllo schermo, senza avere una idea precisa di che cosa si vuol fare: «si possono invece creare dei piccoli riti, degli appuntamenti: per esempio, la nonna può cantare delle canzoncine, e un po’ per volta il bambino gliele richiederà ogni volta che telefona, avrà questa aspettativa.  Oppure si può giocare a nascondino: il bambino va dietro una tenda e la nonna lo trova a distanza. O si possono leggere i libretti– meglio se uno di qui e uno di là.  I due insomma anche a distanza riusciranno a fare qualcosa assieme!..», suggerisce la psicologa.

2. Una famiglia formato pocket

Anche se oggi le foto sono sempre più sui device elettronici, un libretto di fotografie confezionato dai nonni con volti e situazioni familiari aiutano a tenere a mente e a rievocare nomi e legami. I bambini piccoli amano molto  riascoltare le storie e rivedere le immagini preferite, quindi questo oggetto potrà avere un posto privilegiato nelle sue giornate. «Ancora meglio se la mamma non si limita a sfogliare ma appunto rievoca che cosa rappresenta quella foto, dove si era andati quel giorno, di chi era il compleanno…»,  sottolinea Elisa Gatti.

3. Io da te o tu da me ?

Quando si vive a distanza le visite sono importanti. Ma devono arrivare da entrambe le parti. Perché per il bambino tornare a casa troppo spesso significa rivivere ogni volta l’esperienza dello sradicamento. «Si tratta di un distacco che si ripete e può fare male – dice la psicologa – . Va bene tornare, ma conviene che siano anche i nonni a venire a visitare il luogo dove la famiglia si è stabilita». In questo modo, poi, i nonni possono tornare a fare da baby sitter per la coppia, che quando non ha ancora molti referenti o conoscenze, spesso non ha occasione per coltivare i propri tempi». Un vero ritorno ai vecchi tempi, apprezzato da tutti!

4. Riempirlo di regali: si o no?

Anche se  per i nonni accumulare golfini o giocattoli per il nipotino lontano è un modo di sentire meno il distacco, non è detto che questo sistema funzioni nel  tenere vivo il legame. «Finché il bambino è molto piccolo, sotto i tre anni, non gli è sempre chiarissimo, infatti, chi ha regalato che cosa e neppure il significato del dono», spiega la psicologa. Invece è bello coinvolgere il bambino nel confezionamento di disegni o lavoretti per i nonni: per lui un modo di averli presenti, con una probabilità di successo al 100%.

Caterina Belloni

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