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Regali: quanti sotto l’albero?

Natale è sempre Natale. E l’idea di viziare i figli con il regalo speciale stuzzica un po’ tutti i genitori. Ma fino a che punto spingerci? E quanti pacchetti far trovare loro sotto l’albero? Lo abbiamo chiesto ad Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, ricercatore presso il dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Milano.

Regali: quanti sotto l'albero?

Emma Tapping, mamma 28enne dell’Isola di Man, in quanto a stravaganze la sa piuttosto lunga. Anche a Natale, giorno in cui ai suoi tre figli, di 2 anni e mezzo, di 10 e 14 anni, recapita sempre un numero impressionante di doni. Numero, questo, che cresce di Natale in Natale. Il tutto dichiaratamente social… Per il disappunto dell’intero popolo del web che così le ha risposto: «E’ tempo per quasi tutti i genitori materialisti di competere e rendere noto su Facebook quanti regali fanno ai figli! Basta solo ricordare che ci sono alcuni bambini che non ricevono così tanto».

Ma Natale è la festa dei regali?

Moralisti o meno, una cosa è certa: la signora s’è fatta prendere la mano. E forse le è sfuggito che il Natale non è questo. Ma, come ci spiega Alberto Pellai, psicologo e psicoterapeuta, che insegna all’università Statale di Milano, «Natale è un giorno speciale reso tale dalla magia delle relazioni, dai riti, dai simbolismi. Un giorno in cui recapitare uno o 400 regali è ininfluente perché a fare la differenza è quell’albero intorno a cui si ferma la famiglia, per viversi insieme».

Troppi regali nauseano i bambini!

Ecco che il Natale resta allora nella memoria per la letterina scritta insieme, per il rito del risveglio, per l’apertura condivisa dei regali, non per i regali in sé. «Che, se troppi, arrivano persino a disorientare il bambino. Quando, infatti, viene sommerso di sorprese, il bambino, che abbia 3, 5 o 6 anni, non riesce a gestire l’eccitazione emotiva. Capita, allora, che lo si veda saltellare nevroticamente da un regalo all’altro senza, però, riuscire a godere appieno di qualcosa. E senza contare che, alle volte, il super regalo è per lo più affare nostro considerato che, lui, il piccolo di casa, finisce spesso per giocare con carta, nastri & co».

Se poi lo vizio?Cosa sapere ancor prima che nasca

Quali regali sono i più graditi?

Non ha dubbi Pellai: «Del tempo. Significa che sotto l’albero possiamo fargli trovare, ad esempio, una gita insieme in un posto speciale o un pomeriggio al cinema. Vale molto di più di un pacchetto regalo. Che, comunque, possiamo riempire con un pupazzo: da stringere tra le braccia quando non ci siamo, come se abbracciasse noi. In fondo da noi arriva. Oppure un gioco creativo o un mini kit da cucina per realizzare oggetti o prelibatezze insieme. Infine un libro che permette di vivere, nella narrazione, infinite emozioni. Mamma e papà sono i lettori, lui lo spettatore, tutti assieme i protagonisti di storie che lasceranno un segno profondo nella memoria emotiva di grandi e piccini».

di Chiara Amati

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