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Save the Children: al via l’iniziativa “fino all’ultimo bambino”

Save the Children: al via l'iniziativa

Nel mondo, ogni anno, 6 milioni di bambini muoiono per malattie facilmente prevenibili o curabili. Sono 60 milioni, invece, i minori tra i 6 e gli 11 anni che non vanno a scuola, 58 milioni nei Paesi più poveri. E ben 400 milioni i bimbi sotto i 13 anni che vivono in povertà estrema: di questi un milione in Italia. Per tutti loro Save the Children lancia la campagna globale “Fino all’ultimo bambino”. Obiettivo: assicurare un futuro a tutti questi bimbi con cibo, cure ed educazione.

Come? Con una raccolta fondi che continuerà fino all’8 novembre pv. Aderire è facilissimo: basta inviare un SMS del valore di 2 euro al numero solidale 45567. Lo si può fare da cellulari TIM, Vodafone, WIND, Tiscali e 3 o chiamando da rete fissa Vodafone. Si potranno inoltre donare 2 o 5 euro componendo lo stesso numero da rete fissa TIM, Infostrada, Fastweb e Tiscali. I fondi raccolti in Italia durante la campagna sosterranno i progetti Save the Children in Italia, Mozambico, Etiopia, Egitto, Malawi, e Nepal.

Tanti i personaggi dello sport e dello spettacolo che hanno prestato la propria immagine alla campagna. Un’iniziativa su tutte: domenica 23 ottobre con Save the Children Fino all’ultimo bambino scenderanno in campo tutte le squadre di calcio della serie A, in collaborazione con la Lega Serie A e A.I.A (Associazione Italiana Arbitri). Team e arbitri della massima serie si schiereranno insieme a favore dei bambini in difficoltà che, proprio per questo, hanno fortemente motivato alcuni allenatori: Sinisa Mihajlović del Torino, su tutti. Padre di 5 figli, Sinisa si dice molto sensibile alla questione. Insieme a lui altri papà: Massimiliano Allegri della Juventus, Simone Inzaghi per la Lazio, Vincenzo Montella del Milan, Luciano Spalletti per la Roma, Paulo Sousa per la Fiorentina, quest’ultima partner di Save the Children dal 2010.

«Un’adesione importante che ci riempie il cuore di gioia», spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. «Ma che soprattutto ci permette di aiutare concretamente tantissimi bambini. E i numeri lo dimostrano. Nell’arco di una generazione il mondo ha raggiunto traguardi importanti nella lotta alla mortalità infantile e nell’accesso all’istruzione: dal 1990 la percentuale di bambini sotto i 5 anni che muoiono per cause prevenibili e curabili è dimezzata e dal 2000 il numero di bambini che non vanno a scuola è sceso del 42%. Ma sono ancora troppi i minori, worldwide, che rimangono esclusi da questi progressi. Sono i bambini più indifesi del Pianeta, quelli che nessuno vede. Quelli a cui l’infanzia è stata negata perché sono nati nel posto sbagliato o nel momento sbagliato. Quelli a cui manca tutto, anche l’essenziale come acqua, cibo, cure e scuole. Sono bambini senza un domani. E noi continuiamo a lavorare per loro grazie a una campagna globale che prosegue il lavoro cominciato con EveryOne. Con quell’iniziativa, cioè, volta a contrastare la mortalità infantile e assicurare la sopravvivenza dei bambini sotto i 5 anni. Non ci bastava, non bastava a loro. Così siamo qui, con quest’altro progetto per far sì che ogni bimbo, in Italia e nel mondo, possa avere cure adeguate, cibo nutriente, opportunità educative», conclude Neri.

 

di Chiara Amati

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