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La vera storia dei freddi giorni della merla

La vera storia dei freddi giorni della merla

Questa è la vera storia dei giorni della merla:

Tanto tanto tanto tempo fa viveva in un bosco una merla bianca, uno dei pochi esemplari esistenti sulla terra. A questa merla non piaceva affatto essere bianca e non solo perché questa caratteristica la rendeva diversa da tutti gli altri merli, ma anche perché a causa del suo colore brillante era più facile da avvistare per i predatori: gli uomini con il fucile, i falchi, le volpi, tanto per dire i più crudeli in ordine di ferocia.

Non solo dunque si sentiva sempre in pericolo e poco ben vista dal gruppo di merli (anche se magari questa era solo una sua impressione) ma in più si era segretamente innamorata di un giovane merlo dalle piume nerissime che non la degnava neppure di uno sguardo perché da sempre aveva sognato di sposare una merlotta nera come lui.

Passò la primavera, venne l’autunno e poi l’inverno e con l’inverno il lungo mese di gennaio. Fu verso la fine di questo mese lungo che la temperatura scese di molti gradi sotto lo zero e tutto gelò. La povera merla aveva freddo e non trovava nulla da mangiare così volò verso un gruppo di case, attratta dal filo di fumo grigio che usciva dai comignoli. Queste sottili scie di fumo danzavano nel cielo ma poi, spinte dal vento, si fondevano insieme formando una nuvola tiepida,  che la fuliggine rendeva morbida come le piume rendono morbido un cuscino. La merla raggiunse la nube, vi entrò: che bellezza, era caldo!

Fece molte piroette, saltellò, si rotolò. Così per tre giorni interi, allegra, dimentica di tutti i suoi dispiaceri e perfino della fame.  Poi il gelo passò e lei lasciò la nuvola in cui tanto aveva giocato per ritornare al bosco. Mentre volava vide se stessa riflessa in un laghetto: le sue piume erano diventate scure! La fuliggine le aveva tinte e ora la merla era identica a tutte le altre merle.  Solo nella zona del collo vi era qualche puntolino bianco, ma si notava poco.   Il caso volle che appena rientrata nel bosco incontrasse il merlo di cui era innamorata il quale, vedendola così carina e così scura, non esitò a chiederla in sposa, concludendo la sua dichiarazione con un lungo fischio ammirato. La merla accettò felice, anche se ben consapevole che stava ingannando il suo sposo e, quindi, ripromettendosi di svelargli tutto di lì a breve. Cominciarono a chiacchierare e lei era così simpatica, così educata, così piena di brio che lui ne rimase profondamente affascinato. Che fortuna aveva avuto a incontrare una merla così!

Mentre il giovane merlo si soffermava su questo pensiero iniziò a nevicare fitto fitto. I fiocchi erano umidi e larghi e a mano a mano che si posavano sulle piume della merla le ripulivano della fuliggine e le facevano tornare candide. Lei era mortificata, voleva fuggire, balbettò qualcosa al suo futuro sposo circa l’intenzione di dirgli la verità e poi di lasciarlo libero di ritirare la sua domanda di matrimonio, ma lui la interruppe e le disse: <<Non potrei più immaginare la mia vita senza di te. E nulla m’importa del colore delle tue piume. Amo il tuo spirito, la tua capacità di ridere e farmi ridere, la tua gentilezza>>. Con un fischio emozionato le richiese di sposarlo e lei commossa, asciugandosi le lacrime con una delle sue piume ritornate candide, gli disse di nuovo sì.

Era il tardo pomeriggio del 31 gennaio di tanto tanto tanto tempo fa.

 

di Laura de Laurentiis

 

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