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La vera storia della befana

La vera storia della befana

Nessuno sa da dove venga questa vecchietta con i capelli d’argento, il viso che è tutto una ruga, il naso bitorzoluto e gli occhi viola screziati di giallo (che, va detto, in pochissimi sono riusciti a notare). Questa vecchietta che ha una scopa con cui la notte del 5 gennaio vola da una parte all’altra del mondo affinché la mattina del 6 gennaio i bambini trovino nelle calze un dono e qualche dolcetto.

Ma io lo so e te lo voglio raccontare…

Tanti tanto tanto tempo fa in un villaggio sperduto della Svanetia, che si trova lontano lontano nel gelido Caucaso, viveva una bellissima principessa di nome ANAFEB. Abitava nella più alta torre di un castello tutto fatto di granati,  cristalli rossi che brillavano al sole facendo sembrare il castello avvolto dalle fiamme.

ANAFEB era figlia di un re molto potente, ma anche un po’ prepotente che, senza curarsi del suo parere, l’aveva promessa in sposa al principe OCITAPINTA, che era molto odiato dai suoi sudditi perché si dava un mucchio di arie e credeva di essere il più bello e intelligente del mondo, anche se si sbagliava di grosso. In più era anche un po’ duro di comprendonio, tant’è che non aveva neppure capito che nel suo nome era racchiuso un segreto.

Il vecchio re fissò la data delle nozze ma ANAFEB invece di provare l’abito da sposa e i gioielli che avrebbe dovuto indossare quel giorno non faceva altro che piangere perché OCITAPINTA non le andava giù e meno che mai voleva sposarlo. Tra un singhiozzo e l’altro si ricordò che aveva per padrino un mago che si chiamava PEZZAMETTO e che quindi aveva qualcuno che avrebbe potuto aiutarla a uscire da quella trappole.

Andò nella foresta dove viveva il mago PEZZAMETTO, famoso per la sua capacità di risolvere i problemi più complicati, e lo trovò seduto sotto una quercia. Senza troppi preamboli lo invocò:
<<Salvami, mio magico Padrino, salvami dal principe che mi vogliono appioppare come marito, non potrei mai amarlo. Figurati che non ha neanche capito che se mescola le lettere che compongono il suo nome viene fuori la parola “Antipatico”>>

Il mago PEZZAMETTO aveva sentito abbastanza e la rincuorò dicendo che l’avrebbe tolta dall’impiccio. Doveva solo pensare al “come”. Cominciò a succhiarsi la barba che era fatta di zucchero filato perché questo lo aiutava molto a concentrarsi, ben sapendo che stavolta avrebbe dovuto superare se stesso perché il principe OCITAPINTA non avrebbe mai smesso di volere a tutti i costi che la principessa ANAFEB diventasse la sua sposa e avrebbe fatto qualunque cosa per riuscirci.

Pensa che ti ripensa, il mago PEZZAMETTO decise che esisteva un’unica via d’uscita: trasformare la principessa in una vecchia rugosa che mai il principe avrebbe potuto riconoscere come la sposa tanto desiderata.  Frugò quindi nella sua barba di zucchero filato, dove teneva varie fialette per incantesimi realizzabili sui due piedi, ne tirò fuori una colma di un liquido azzurrognolo, la aprì e spuzzo qualche goccia sulle guance delicate della principessa ANAFEB…

Si sentì uno sguisc sguisc seguito da un cigolio come di cancello arrugginito, e … ed ecco che al posto della bellissima principessa apparve una vecchina con i capelli d’argento, il viso rugoso e il naso bitorzoluto. Solo gli occhi erano gli stessi di prima, bellissimi come prima: di un intenso colore viola con spruzzate di giallo.

ANAFEB si specchiò nel laghetto che stava nei pressi e lanciò un urlo, ma il mago la distrasse dalla vista di se stessa così cambiata porgendole una scopa e dicendole:
<<Hai perso la tua bellezza (tranne quella degli occhi, che però in pochi riusciranno a notare) ma questa scopa ti garantirà qualcosa di molto più prezioso: la possibilità di volare e, quindi, di fuggire lontano dal principe OCITAPINTA. Il nuovo aspetto ti renderà irriconoscibile ai suoi occhi, quindi non ti troverà mai, neppure se ti dovesse incrociare per strada, neppure se ti seguisse in capo al mondo>>
<<Sì sì è un’ottima soluzione>> ammise la principessa ritrovando un po’ di buon umore
<<C’è un’altra faccenda da sistemare>> disse il mago. <<Devi cambiare nome>>
<<Ci sto!>> disse la principessa.

Il mago prese allora una palla di vetro leggera, vi mise dentro le lettere che componevano il nome della principessa – A * N * A * F * E * B – mescolò forte e la capovolse per farle uscire. Le lettere caddero nel prato e formarono un nuovo nome: BEFANA.
<<Mi piace!>> assicurò la principessa che ormai aveva recuperato tutto il suo solito buon umore.

Ma ancora qualcosa doveva accadere. Il mago prima di congedare la principessa celata sotto le sembianze di una vecchina le disse:
<<in cambio del mio geniale incantesimo voglio che tu ogni anno, nella notte di questo stesso giorno – bada bene è il 5 gennaio – dovrai salire sulla scopa che ti ho regalato e portare un regalo a ogni bambino del mondo. I regali te li procurerò io, tu dovrai pensare alla consegna. Tranquilla, la scopa ti porterà docilmente da un luogo all’altro, da un villaggio all’altro, da un paese all’altro, da una città all’altra, da una regione all’altra, da una nazione all’altra, da un continente all’altro …. >>

ANAFEB era stupita, ma per nulla dispiaciuta visto che girare il mondo era sempre stato un suo sogno, tuttavia tanto per farsi un’idea chiese:
<<Quanto dovrà durare tutto questo?>>
<<Fino a quando OCITAPINTA si stancherà di cercarti. Solo allora  avrai scampato il pericolo di doverlo sposare>>.

Ma OCITAPINTA non si stancherà mai di cercare la bella principessa che vuole in sposa. Seguiterà a vagare per il mondo per scovarla fino all’eternità, ma questa è una vera fortuna perché ANAFEB … pardon …BEFANA continuerà per sempre ogni notte del 5 gennaio a fare il suo lunghissimo giro per portare almeno un dono a tutti i bambini del mondo.

di Laura de Laurentiis

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