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Allergie a scuola: affrontare l’asma

Allergie a scuola: affrontare l'asma

Fino a che è sotto il controllo di mamma e papà, il bambino che soffre di asma allergica non corre nessun rischio. Ma cosa può accadere se è soggetto a un attacco mentre è in classe? Maestri e professori non possono, per legge, somministrare farmaci ai loro allievi. Né, d’altra parte, esiste più la figura del medico scolastico, un tempo riferimento decisivo in queste situazioni. Che fare, dunque per gestire le allergie a scuola?

I farmaci per le allergie respiratorie coprono 12 ore

Per fortuna, oggi i broncodilatatori hanno un effetto duraturo e sono sufficienti due assunzioni – una ogni 12 ore – perché il ragazzino asmatico sia protetto. Non è dunque in genere necessario che il piccolo abbia con sé il farmaco. È sufficiente avvertire i professori della presenza in aula di un bambino allergico perché ne tengano d’occhio i comportamenti e la comparsa di eventuali sintomi.

Allergie alimentari: gli insegnanti potranno essere formati

Diverso il caso di allergie alimentari, che possono provocare esiti forti come shock anafilattici. In presenza di reazioni molto gravi, fino a che il bambino è piccolo e non è in grado di gestirsi in autonomia le terapie, perché non sa riconoscere gli attacchi fin dai primi sintomi, è preferibile non lasciarlo alla mensa scolastica, perché tracce anche lievi dell’allergene possono essere presenti in qualche portata.

Esiste però un programma nazionale di formazione degli insegnanti alla gestione delle allergie: nel caso in cui nella scuola sia presente qualcuno che lo ha seguito, i genitori di un bambino allergico possono chiedere la sua disponibilità a somministrare un farmaco salvavita in caso di emergenza.

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