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Allergie alimentari: cosa fare davvero

Cosa devono fare i genitori quando sospettano che i disturbi del bimbo siano sintomi di intolleranze o allergie alimentari? A chi devono rivolgersi per avere una diagnosi affidabile? Insomma, qual è il metodo giusto per avere un'adeguata risposta?

Allergie alimentari: cosa fare davvero

«Non ha senso sottoporli a una batteria di test per identificare possibili allergie o intolleranze a decine di alimenti», spiega Donatella Macchia, immunologa dell’ospedale San Giovanni di Dio di Firenze e responsabile dell’area allergie alimentari della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica.
«Occorre casomai rivolgersi allo specialista, cioè all’allergologo che può effettuare la visita e i test diagnostici appropriati. Vale a dire test cutanei (prick test), esami sierologici per la ricerca delle allergie ed esami immunologici per la celiachia. Come internista può, inoltre, valutare se possano essere presenti altre malattie alla base dei disturbi.
L’allergologo immunologo clinico richiederà, poi, la consulenza di altri specialisti sempre che non si tratti di problemi strettamente legati agli alimenti. Di medici specialisti in scienze dell’alimentazione solo dopo una corretta diagnosi che comporti l’esclusione di quegli alimenti che veramente hanno determinato i sintomi. Il tutto attraverso percorsi diagnostici e terapeutici condivisi».

Test allergologiciCosa c'è da sapere

Allergie alimentari: gli esami validi

  • Visita allergologica, test cutanei allergologici (prick test) ed esami del sangue allergo-immunologici per la diagnosi di allergie o celiachia.
  • Il dosaggio nel sangue degli anticorpi IgE specifici per i sospetti allergeni alimentari, comunemente associato al prick test.
  • Il prick test si effettua posizionando sulla pelle una goccia di soluzione contenente il sospetto allergene e, poi, pungendo la pelle con una lancetta sterile in corrispondenza della goccia. In caso di reazione allergica, entro 15-20 minuti compare un pomfo pruriginoso.
  • Per diagnosticare la celiachia si ricorre al dosaggio nel sangue degli anticorpi coinvolti nella patologia: anticorpi IgA contro la transglutaminasi e gli anticorpi anti-endomisio. Per approfondire la diagnosi è necessario un esame dei villi intestinali in endoscopia.
  • Per accertare un’intolleranza al lattosio, si ricorre al test del respiro, detto anche breath test. Questo esame consiste nell’assunzione di 20 grammi di lattosio e, trascorso un certo lasso di tempo, nell’analisi dei gas espirati per misurare la concentrazione dell’idrogeno,
    che è frutto della fermentazione del lattosio che l’intestino non è riuscito ad assorbire.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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