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Allergie stagionali, largo alle cure dolci

Allergie stagionali, largo alle cure dolci

Con l’arrivo della primavera esplodono le allergie ai pollini. Come intervenire per contrastare i sintomi più fastidiosi, dal raffreddore ai pruriti, ai bruciori agli occhi? «Anzitutto va precisato che esistono diversi livelli di disturbi», spiega il dottor Edoardo Felisi, specialista in pneumologia, medico esperto in omeopatia e docente di Medicina omeopatica alla facoltà di Farmacia dell’Università di Pavia. «Alcuni sono più banali, come la congiuntivite, la rinite, il prurito al palato. Altri sono ben più gravi, come l’asma, che può essere annunciata anche da ricorrenti accessi di tosse secca. Deve essere chiaro a tutti che si può fare ricorso all’automedicazione, assumendo per esempio farmaci omeopatici, fitoterapici od oligoelementi, soltanto nel primo caso. Se affetti da asma, invece, è indispensabile rivolgersi al medico».

Allergie ai pollini: quanto funziona per tutti

Per quanto riguarda la terapia omeopatica, questa può essere standardizzata oppure individualizzata. «Appartengono alla prima categoria – prosegue il dottor Felisi – le diluizioni di polline, cioè le miscele contenenti diversi tipi di polline (graminacee, parietaria, alberi eccetera). Di solito si assumono a 30 CH, 1-3 volte alla settimana, cominciando la terapia, però, 3-4 mesi prima dell’arrivo della primavera: è una cura preventiva, dunque. Se poi il paziente si è già sottoposto ai test allergologici, può fare ricorso ai farmaci omeopatici specifici per contrastare i pollini cui risulta allergico». Data la natura preventiva di questi rimedi, di solito non vengono somministrati durante il periodo sintomatologico. Quando i disagi esplodono si preferisce fare ricorso «a medicinali più sintomatici – afferma Felisi – come le preparazioni omeopatiche di istamina, da assumere in diluizioni da 9 a 30 CH, 5 granuli al mattino e 5 al pomeriggio. Un altro prodotto più complesso, perché contiene diversi tipi di sostanze, è il Poumon histamine, anch’esso da assumere a 9-30 CH due volte al dì».

Allergie ai pollini: i rimedi specifici

Passando a terapie più individualizzate, il dottor Felisi suggerisce, fra i molti rimedi reperibili in farmacia, «l’Eufrasia a diluizione bassa, 5-7 CH, 5 granuli 2-3 volte al giorno, quando prevalgono i disturbi agli occhi. Se invece sono prevalenti i disturbi al naso, come la rinite allergica, è opportuno assumere l’Allium cepa a 5 CH, con la stessa posologia dell’Eufrasia. In caso di forte prurito, poi, è consigliabile ricorrere alla Sabadilla, stesse diluizione e posologia dell’Allium cepa. Se infine a prevalere sono i gonfiori al naso o alle palpebre, consiglio l’Apis mellifica a 7 CH, sempre con la medesima posologia. Si consideri che i medicinali standard e individualizzati possono essere associati senza problemi».

Allergie ai pollini: l’aiuto delle piante

Allo stesso modo, è possibile associare l’omeopatia alla fitoterapia/gemmoterapia. A quest’ultima categoria di rimedi appartiene il Ribes nigrum, «un buon antiallergico – sottolinea il dottor Felisi – che di solito viene somministrato la mattina in quantità rapportate al peso corporeo: circa 1 goccia ogni 2 chili. Se invece si vuole ricorrere agli oligoelementi, è consigliabile il manganese, in soluzioni liquide con dosatore o in più pratiche fialette, da assumere o in prevenzione – 2 fiale alla settimana per un paio di mesi prima dell’arrivo della primavera – oppure in terapia, una fiala al dì per vari giorni, o una a giorni alternati, e quest’ultimo è il caso della posologia suggerita per i bambini». Tutte le terapie qui indicate possono essere somministrate sia ai bimbi che alle donne in attesa: unica eccezione il Ribes nigrum perché, per il suo alto contenuto in bioflavonoidi, non è consigliato in gravidanza e perché non esistono in letteratura lavori che ne garantiscano l’innocuità.

Fulvio Bertamini

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