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Come fare se il bambino non vuole stare con i nonni?

Le motivazioni possono essere davvero tantissime, e spesso risolvere l'inghippo è semplice. Ecco come comportarsi

Come fare se il bambino non vuole stare con i nonni?

I nonni sono quasi sempre il grande amore dei nostri figli. È con loro che si sentono particolarmente amati e coccolati. Non devi essere gelosa, perché è naturale. In linea di massima il nonno è quella figura di totale accoglienza, che permette al bambino di giocare liberamente, di essere viziato e soprattutto non è mai troppo ligio alle regole. Il ruolo educativo, in senso stretto, spetta al genitore. E i bimbi lo sanno bene, fin dall’inizio.

Purtroppo la scintilla dell’innamoramento non scatta sempre. Alcuni bambini, sin dalla nascita, non hanno simpatia per un parente. È qualcosa di chimico, una sorta di feeling mancato e, non è ancora stato spiegato, ma statisticamente è comune che questo parente sia proprio la nonna materna. Come comportarsi? Purtroppo, per i genitori è una situazione imbarazzante: è umano sentirsi in difficoltà verso il nonno in questione, si teme magari che possa pensare che il bimbo sia stato influenzato dal genitore e, al tempo stesso, si vorrebbe evitare al proprio bambino una situazione di disagio. Vederlo piangere, innervosirsi o perdere spontaneità non è bello e soprattutto non fa piacere.

In questa fase della crescita, dobbiamo sforzarci di pensare che diplomazia ed educazione sono meno importanti del benessere del bambino. Se il piccolo dimostra di non essere a suo agio con il nonno o con i nonni, non bisogna forzarlo. Se il bimbo è molto piccolo, potrebbe essere solo una fase passeggera: magari non si conoscono ancora bene. Il consiglio è quello di aiutare questa conoscenza con frequenti incontri di breve durata, durante i quali è presente anche un genitore, un po’ come se fosse un inserimento al nido.

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Se il bambino è un po’ più grande e, ormai, la conoscenza è appurata, probabilmente bisogna evitare di lasciarlo da solo con i nonni che non gradisce. In questo caso, meglio cercare una soluzione alternativa, come una babysitter o un doposcuola.

Il genitore deve poi chiedersi come mai sia nata questa antipatia. I motivi possono essere diversi: il nonno potrebbe essere molto severo, potrebbe aver sgridato il bambino con un linguaggio cui non è abituato, potrebbe essere stato – anche bonariamente – criticato oppure potrebbe aver percepito una tensione con i genitori. Tensione, ovviamente, inespressa che però i piccoli sono bravissimi a cogliere anche nelle sfumature dalla voce.

In questo caso affronta il tema con i nonni: parlatene insieme, provate a cercare un modo di comunicare con il piccolo. I nonni, paterni o materni, non si devono sentire offesi o viverla sul personale: sono bambini, non c’è cattiveria.

È però importante ricordarsi che le frequentazioni e le relazioni con i minori devono essere supportate sempre da un interesse del minore stesso. Il benessere del bimbo viene sempre prima di tutto. E spetta agli adulti lavorare per farsi accettare.

 

Valentina Rorato

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