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Colpi di sole e di calore, proteggiamoli così

Colpi di sole e di calore, proteggiamoli così

Con l’arrivo della stagione estiva bisogna alzare i livelli di attenzione nei confronti dei colpi di calore e di sole e della disidratazione, spiacevolissime conseguenze dell’approdo della stagione calda. “I bambini, da sempre, rientrano nelle categorie più esposte a questi inconvenienti”, afferma il dottor Lamberto Reggiani, pediatra a Imola nel bellissimo ambulatorio di via del Serraglio. “In particolare, più un bimbo è piccolo e più è a rischio: i neonati, infatti, incontrano grosse difficoltà a tollerare le temperature alte, per loro molto più fastidiose – e potenzialmente dannose – di quelle basse, invernali. Particolari riguardi, poi, richiedono i bambini affetti da patologie intestinali croniche, esposti più degli altri, d’estate, al pericolo disidratazione”.

Gli esiti del colpo di calore sono simili a quelli del colpo di sole. “Quest’ultimo inconveniente si verifica quando lasciamo il bambino al sole per lungo tempo senza un’adeguata protezione in testa“, continua Reggiani, “mentre nel primo caso gioca un ruolo decisivo l’esposizione alle alte temperature e agli alti tassi di umidità, che impediscono una traspirazione adeguata e, conseguentemente, il raffrescamento del corpo. In entrambe le circostanze, l’organismo va in crisi a causa della ridotta circolazione di liquidi al suo interno e il bambino accusa vari tipi di malessere, dalla sudorazione copiosa alla febbre, fino allo svenimento“.

Come evitare il peggio? “La prima avvertenza, di puro buon senso, è non esporre il bimbo al sole e alle alte temperature nelle ore più calde della giornata, dalle 10 alle 16-17″, sottolinea Reggiani, “e quando usciamo ricordiamoci di coprirgli sempre la testa con un cappellino munito di visiera, anche se lo sopporta poco”. E qualora si senta male, nonostante le precauzioni? “È importante raffrescarlo subito con un asciugamano bagnato in acqua tiepida o comunque non troppo fredda”, per non provocargli uno shock termico, pericolosissimo. “Una buona avvertenza è munirsi di uno spruzzatore e portarlo sempre con sé nella stagione calda, con il quale aspergere d’acqua il bimbo di tanto in tanto. Ma se il piccolo ha la febbre, con una temperatura corporea che in questi casi può superare i 40 °C, bisogna chiamare immediatamente il medico“, afferma il dottor Reggiani.

Una forma di prevenzione intelligente, utile a evitare la disidratazione, “è somministrare al bimbo molti liquidi – prevalentemente acqua – e molti sali minerali, per reintegrare quelli persi con la traspirazione. Proponendogli una dieta ricca di frutta e verdura, con frullati, succhi eccetera”, sottolinea il dottor Reggiani. “Secondo me è importante fornire una piccola integrazione di acqua anche ai neonati allattati al seno, nella misura di 200 cc al giorno. Un bimbo di 2/3 anni, comunque, dovrebbe bere almeno 1-1,3 litri al giorno, se più grande anche 1,5-2 litri. Attenzione alle ragazzine appena sviluppate: le prime mestruazioni spesso sono accompagnate da abbondanti perdite di sangue, dunque l’organismo entra in debito di liquidi e sali minerali. In questo caso è utile consumare anche 3 litri di acqua al giorno”.

Fra i sintomi della disidratazione, la perdita di attenzione, la difficoltà a mantenere la concentrazione, una certa irrequietezza: così sottolinea il focus su questo tema realizzato da In a Bottle (www.inabottle.it). “Essendo più delicato il rapporto fra acqua ed elettroliti”, afferma il pediatra Giuseppe Felice, “fornire ai bambini una giusta combinazione di acqua e sali minerali diventa una condizione importantissima per il benessere psicofisico”. Il dottor Felice concorda con Lamberto Reggiani sulle quantità di acqua da somministrare ai bambini più grandi: “Fra i 6 e gli 8 anni”, sostiene, “dovrebbero bere all’incirca 1,8-2 litri di acqua al giorno”. Oltretutto una buona idratazione – ha rilevato il Natural Hydration Council di Londra – aumenta anche le capacità cognitive, la memoria visiva e, in generale, tutte le attività intellettuali dei bimbi. Attaccarsi alla bottiglia, insomma, conviene. Soprattutto ai piccoli.

Fulvio Bertamini 

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