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A che età il bambino può avere un amico immaginario?

Una figura che non deve preoccupare i genitori: ha un ruolo rassicurante per il bimbo e, con il tempo, svanirà lasciando spazio alle relazioni vere

A che età il bambino può avere un amico immaginario?

La fase dell’amico immaginario è molto comune nei bambini. I genitori tendono sempre a preoccuparsi molto, in realtà non c’è nulla per cui agitarsi anzi bisogna assolutamente rispettare il momento. A che età succede? Di solito il piccolo può inventarsi un compagno di giochi tra i 2 e i 3 anni. Sono anni delicati; spesso coincidono con alcuni cambiamenti importanti, come l’abbandono del pannolino, del ciuccio o l’ingresso alla scuola materna.

IL bambino prova dei sentimenti discordanti: sta diventando grande, sempre più autonomo, talvolta potrebbe sentirsi meno coccolato, proprio perché la sua nuova indipendenza in qualche modo lo allontana da mamma e papà e non sa come sfogare queste emozioni, positive e negative. E quindi? Quindi ha semplicemente bisogno di elaborare queste sensazioni, senza sentirsi giudicato. Sono emozioni che non sa esprimere e manifestare come vorrebbe. E allora arriva lui, l’amichetto immaginario, che lo consola e lo aiuta ad affrontare la quotidianità più serenamente.

Perché è importante l’amico immaginario?

È molto importante perché è un modo per il bambino di non reprimere le sue emozioni ma di manifestarle, di buttarle fuori. Non c’è nulla di peggio dei sentimenti non espressi. Molto spesso il piccolo potrebbe raccontarvi che cosa prova o pensa il suo amico… ovviamente è un modo per dare voce a quello che ha dentro, prendendone le giuste distanze. Serve per non essere ferito e per non sentirsi esposto. Non è un caso quindi che l’amichetto “nasca” in situazioni di grande stress per il bimbo, come la nascita di un fratellino.

In questo personaggio invisibile ritrova sicurezza, proprio quella sicurezza che prima gli davano il ciuccio o il gesto di succhiare il dito. Trova consolazione in una figura che lo ascolta, gli dà forza, non lo lascia mai solo. Insomma, l’amico immaginario ha la funzione di rassicurarlo e accompagnarlo nelle attività quotidiane, quando mamma e papà non sono presenti o quando non si sente capito come vorrebbe proprio dai genitori.

Cosa devono fare i genitori?

In realtà, non devono fare proprio nulla. Non devono deriderlo, non devono mortificarlo e non devono neppure fargli presente che questo amico, cui probabilmente avrà dato anche un nome, non esiste. Non dovete assolutamente preoccuparvi perché di solito l’amichetto così come è arrivato, al momento giusto – quando sarà pronto – scomparirà completamente. Attenzione, inoltre, a non esagerare in senso opposto: non apparecchiate la tavola per lui e non trattatelo come una persona in carne ossa. È un personaggio della fantasia e come tale deve restare nell’immaginazione del piccolino di casa. Non dovete incentivarlo in questo gioco, ma ascoltarlo e cercare di capirlo. Potrebbe rivelarvi molte più cose di quante non sappiate su vostro figlio.

Quando supererà questa fase?

Purtroppo non esiste un momento definito. Ogni bambino raggiungerà la propria maturità in tempi diversi. Molto spesso succede semplicemente che la vita reale diventi più interessante della sua fantasia, perché magari incontrerà degli amici veri con cui si divertirà moltissimo. I piccoli abbandonano l’amichetto al massimo il primo anno di scuola elementare. Il genitore deve quindi stargli accanto, non farlo sentire solo e possibilmente favorire la socializzazione del bambino.

Valentina Rorato

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