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Influenza suina, come comportarsi?

Influenza suina, come comportarsi?

Consulenza di Fabrizio Pregliasco, ricercatore dell’Istituto di Virologia dell’Università di Milano

La carne di maiale si può mangiare e i prodotti realizzati con suini non sono a rischio. Da questo punto di vista gli esperti rassicurano: non c’è pericolo. “Nella fase attuale il contagio non avviene più dall’animale, ma da uomo a uomo”, spiega Fabrizio Pregliasco, virologo. “La malattia non si trasmette dalla carne e non è pericoloso passare vicino a un allevamento suino. Le indicazioni che si danno in questi casi, di cuocere l’alimento a oltre 70°, sono generiche. Sono, cioè, le stesse che si consigliano per scongiurare tossinfezioni, come la salmonella”, dice l’esperto.
Come evolverà la situazione è difficile dirlo. Il caso dell’influenza aviaria, che spesso viene paragonata a questa, è differente. “Lì era necessario un contatto diretto con l’animale e non c’è stata una diffusione significativa da uomo a uomo”.
Altro riferimento è all’epidemia di Spagnola del 1918-19: allora, furono le complicanze dell’influenza (la polmonite) a decimare la popolazione e non tanto il virus. Oggi abbiamo più strumenti per contrastarle.
“Nel ’76, poi, c’è stato un altro caso di influenza suina che ha creato allarme e poi non si è diffusa. Potrebbe accadere lo stesso”, dice Fabrizio Pregliasco.
“Al momento il virus si trasmette da uomo a uomo in modo efficace. Ma i casi che si sono verificati in Europa sono tutti importati, piccoli focolai per ora sotto controllo”.

Interventi nel nostro Paese
In Italia da questa mattina è attivo il numero verde 1500: si può chiamare tutti i giorni dalle ore 8 alle 20. Risponderanno medici e esperti del Ministero appositamente formati. Una Task Force di esperti sta monitorando la situazione in collegamento con gli organismi europei e internazionali. Sono state allertate, inoltre, le strutture di sorveglianza del virus sul territorio e prese misure per quanto riguarda navi e aerei.

“Siamo pronti all’eventualità che il virus arrivi anche in Italia”, ha detto il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio. “Sono ormai anni che i Paesi si preparano, soprattutto dopo l’aviaria, e ci sono sistemi ormai allertati. Siamo fiduciosi che, se arriverà ed è probabile che prima o poi arrivi, saremo in grado di gestire la situazione senza problema per i cittadini”.

L’influenza e le possibili cure
Quali sono i sintomi caratteristici?
“Sono gli stessi della comune influenza: febbre elevata oltre i 38 gradi con esordio brusco, dolori articolari e sintomi respiratori. In più, si è osservata la presenza di congiuntivite e disturbi gastroenterici”, dice Fabrizio Pregliasco.
In Italia non c’è stato ancora nessun caso accertato: è il caso di preoccuparsi se compaiono febbre e tosse?
“In questo momento, il rischio è che arrivi in Italia qualcuno che ha già sviluppato la malattia. La speranza è che questi casi vengano scoperti sul nascere. Visto l’allarme è difficile che possano passare inosservati”, spiega il virologo.
Quanto può rimanere in incubazione la malattia?
“Sette giorni. Quindi, se una persona è rientrata dal Messico una settimana fa e non ha manifestato sintomi possiamo stare tranquilli”.
Come si cura?
In base ai dati disponibili sono efficaci gli antivirali utilizzati per la normale influenza: i farmaci Zanamivir e Oseltamivir. Vanno assunti entro 36 ore dalla comparsa dei sintomi, due volte al giorno per 5 giorni.
Quando sarà disponibile il vaccino?
Il virus è già stato isolato. Ora si tratta di valutare la sua stabilizzazione perché il germe responsabile dell’influenza è ballerino. Poi, sono necessari alcuni mesi per produrre dosi sufficienti. Il normale vaccino antinfluenzale trivalente può essere modificato all’occorrenza, ma probabilmente occorrerà aggiungere un quarto ceppo responsabile ai tre già previsti.

 

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