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Le smagliature in 10 domande

Le smagliature in 10 domande

1) Che cosa sono, esattamente, le smagliature?
Sono come ‘strappi’ della pelle e si manifestano quando i tessuti perdono tonicità e presentano un cedimento profondo. Più in dettaglio: compaiono quando i fibroblasti, le cellule che producono collagene ed elastina (le sostanze che mantengono i tessuti in tensione), non formano più fibre allungate ed elastiche, ma corte e spezzate. Sulla superficie cutanea si formano allora delle ‘strie’ (guarda caso un altro nome con il quale ci si riferisce alle smagliature) , come quelle di una calza smagliata, dove le ghiandole sebacee e sudoripare non sono più attive.

2) Che aspetto hanno?
All’inizio sono rosso-violacee, ma dopo qualche tempo diventano di colore bianco-perlaceo. Possono avere l’aspetto di solchi più o meno profondi, di cordoncini in rilievo o di cicatrici piane. In gravidanza compaiono più facilmente su addome, seno e fianchi, con una disposizione ben precisa a seconda dei punti: a raggiera sul seno e intorno all’ombelico, a ventaglio dal pube in su, orizzontale all’altezza dei fianchi.

3) Si può parlare di predisposizione e in quali casi?
Si è visto che esiste una predisposizione genetica: chi ha una madre o una sorella con le smagliature, ha maggiori probabilità di esserne colpita in gravidanza. Ma conta molto anche l’elasticità dei tessuti, per cui chi ne ha già sofferto in passato deve prestare ancora più attenzione alla bellezza della propria pelle. C’è poi un altro dato interessante: le donne di razza caucasica (alla quale apparteniamo noi europee) sono in percentuale più colpite dalle smagliature rispetto alle asiatiche che, a quanto pare, devono la loro fortuna alla presenza di fibre più elastiche e di fianchi più stretti.

4) Perché durante l’attesa si formano più facilmente?
Per due motivi: il primo è di tipo ormonale ed è legato all’incremento di estrogeni, che porta a un’alterazione strutturale nella formazione del collagene; il secondo è di carattere meccanico ed è dovuto allo stiramento al quale sono sottoposti i tessuti nel corso dei nove mesi.

5) L’età incide sulla loro comparsa e in che modo?
Strano a dirsi, ma le più soggette sono le primipare di 20 anni piuttosto che le donne con più di 30 anni. E questo sia perché da giovani l’attività ormonale è più intensa, sia perché si tende a curare meno la dieta, col rischio di ingrassare di più, mettendo la pelle maggiormente in tensione. Inoltre, le trentenni sono generalmente più accorte e costanti nell’adottare tutte le forme di prevenzione.

6) Ci sono altri periodi della vita, oltre alla gravidanza, in cui si è più esposte all’inestetismo?
Innanzitutto la pubertà, sempre per le variazioni ormonali che si verificano in quella fase. E poi quando si assume la pillola contraccettiva o particolari farmaci, come i corticosteroidi, per lunghi periodi, o ancora in seguito a patologie di origine ormonale. Altro momento critico? Quando, in seguito a diete sbagliate, si ingrassa e successivamente si dimagrisce in modo troppo rapido, senza dare il tempo ai tessuti di abituarsi alle variazioni di volume.

7) Quali precauzioni adottare in gravidanza?
Prima di tutto non bisogna aumentare di peso in breve tempo e in misura eccessiva. Questo innanzitutto per un motivo di salute, ma anche perché più si ingrassa, più la pelle fa fatica a sostenere la tensione improvvisa cui è sottoposta.
Una volta alla settimana è utile fare uno scrub, massaggiando il prodotto con leggeri movimenti circolari sulla cute inumidita, per favorire l’eliminazione di cellule morte e stimolare il ricambio epidermico.
Sin dai primi mesi di gravidanza, è consigliabile applicare i prodotti idratanti ed elasticizzanti con costanza: meglio non aspettare che la pancia sia cresciuta, perché è indispensabile preparare in tempo i tessuti.

8) Quali cosmetici si sono rivelati più adatti?
Ottimi i preparati a base di collagene, alchemilla, edera, equiseto, che mantengono la pelle più tonica ed elastica. Efficace anche l’acido boswelico, estratto da una pianta di origine sudamericana, che ha proprietà cicatrizzanti e antinfiammatorie. Per favorire il rinnovamento cutaneo, e di riflesso la produzione di collagene ed elastina, sono utili anche le creme con acido glicolico, che favorisce il processo di rigenerazione cellulare e stimola l’attività dei fibroblasti (che producono collagene ed elastina). Essendo presente in misura molto contenuta nei cosmetici, l’acido glicolico può essere utilizzato anche in gravidanza senza temere alcun danno.

9) L’alimentazione può essere d’aiuto?
Non esiste una dieta specifica antismagliature, ma l’alimentazione può fornire quei principi che permettono di mantenere la pelle idratata ed elastica. Per questo è consigliabile bere molta acqua (due litri al giorno sono raccomandabili) e seguire una dieta equilibrata, che garantisca un buon apporto di proteine e vitamine.

10) Cosa fare se sono già comparse?
Difficile, se non impossibile, far scomparire le smagliature una volta comparse, soprattutto se si sono già schiarite, segno che è passato del tempo dalla loro formazione.
Oltre a continuare con costanza l’applicazione di creme specifiche, si possono applicare preparati a base di acido asiatico, dalle proprietà cicatrizzanti, associato ad estratti placentari, che danno maggiore idratazione e compattezza ai tessuti. Questi prodotti sono venduti in farmacia e devono essere prescritti dal medico, dal momento che non sono cosmetici e comunque la loro applicazione deve essere rimandata a dopo l’allattamento, quando i tessuti hanno finito di essere sottoposti a tensioni.
Intervento più ‘energico’ è rappresentato da biorivitalizzazione o biostimolazione. Si effettua dal dermatologo o dal medico estetico e prevede una serie di microiniezioni di acido ialuronico naturale alternato a vitamine (A, C, E) dall’azione antiossidante. In genere è necessario un ciclo di 8-10 sedute, da associare sedute di peeling soft a base di alfa o beta idrossiacidi. Queste sostanze, infatti, esercitano un’esfoliazione superficiale, stimolando il ricambio cellulare dell’epidermide e la produzione di nuovo collagene nel derma.
In alternativa ci si può avvalere del laser non ablativo: favorisce la sintesi del collagene senza esfoliare la pelle.

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