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Litigare bene fa bene alla coppia

Litigare bene fa bene alla coppia

Se credete che i litigi siano la tomba dell’amore, la spia della crisi, l’inizio della fine, la lettura di Meglio dirsele, imparare a litigare bene per una vita di coppia felice (Rizzoli, euro 13) di Daniele Novara sarà una piacevole occasione per cambiare idea.

Novara, pedagogista e fondatore del Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti di Piacenza, sul fatto che questo sia un pregiudizio non ha dubbi: «Il (buon) litigio è una forma di comunicazione, apre al dialogo, fa crescere le persone e la loro storia comune. Oggi la comunicazione è diventata una priorità, basti pensare all’uso dei social, e occupa anche nella vita di coppia uno spazio davvero importante, pari almeno a quello dedicato alla sfera sessuale. Per questo oggi, ancor più di venti, trenta, cinquant’anni fa imparare a litigare bene  è importante per il benessere della relazione».

Gli ostacoli da togliere di mezzo

Un conflitto costruttivo non è qualcosa che venga spontaneo, richiede un certo lavoro su se stessi, si spiega nel libro. Prima bisogna sgombrare il campo da ostacoli di ogni tipo. A partire da quelli che la nostra infanzia ha disseminato sul cammino.

«A volte si pensa che per liberarsi dei ricordi sgradevoli, dolorosi, del passato, una madre invadente, un padre geloso o svalorizzante, etc.. basti darci un taglio netto. Non parlarne più, Cancellarli», spiega Novara. «Ma è il passato ci ha portato fin qua e se non si fanno i conti con i tasti dolenti della nostra infanzia, quelli che hanno risuonato nella prima situazione di intimità della nostra vita, questi torneranno a farsi sentire quando il conflitto scoppierà di nuovo in una relazione altrettanto intima, quella di coppia». Ecco allora da dove vengono le frasi che si ripetono in tanti litigi “sembri mia madre” “Non sei mio padre, etc..” “Non controllarmi come se fossi un bambino…” “Quand’è che crescerai…”!

Per tenere a bada questi  sgraditi ospiti è bene accettare di farci i conti. Non occorre né rivolgersi ad un terapeuta né essere una coppia di psicologi», dice Novara, «Basta condividere la propria infanzia, raccontarsela». Nel libro si spiega bene come si può mettere in comune il passato semplicemente, che si tratti di tornare ai luoghi dell’infanzia, piuttosto che parlare dei libri che si sono letti, guardare le foto… «Così quando uno dei partner “va fuori di matto“, reagisce in modo esagerato ad  un’osservazione o ad una situazione l’altro avrà  in mano gli elementi giusti per capire che lui o lei stanno guerreggiando con i ricordi e non sarà tentato di rispondergli per le rime», dice l’esperto.

Per litigare bene, ci vuole il momento giusto

Come in una corsa, tuttavia, prima di partire occorre prendere slancio, facendo tre passi indietro. Il primo ? Saper trovare il momento giusto per litigare, scrive ancora Novara in Meglio dirsele. A volte si è troppo arrabbiati, dominati così pienamente dalle emozioni, che chiarirsi è impossibile.  «Quando qualcosa ci coinvolge molto o meglio ci ferisce molto suscita in noi emozioni profonde. Ma litigare a partire dalle emozioni è inefficace, perché la mia rabbia, la mia paura, parlano solo di me, sono autoreferenziali e quindi non dialogano con l’altro, non portano ad un punto di incontro.» Per questo è necessario prender tempo a rispondere. Può bastare contare fino a dieci o forse occorre «scusarsi e esplicitare il proprio bisogno di parlarne in un altro momento”, si consiglia nel libro . «“Mi spiace, ma adesso sono troppo arrabbiato ne parliamo quando mi calmo un po’». Si eviterà così di scambiare la discussione per un’indagine poliziesca in cui si debba stabilire chi è il colpevole o in una gara in cui ognuno si impegna per vincere contro l’altro.

7 passi per gestire bene il conflitto

Sgombrato finalmente il campo da tanti fraintendimenti, il buon conflitto può cominciare. In Meglio dirsele Novara entra nel vivo della sua proposta, mettendo in scena episodi di vita quotidiana, a volte veri e propri litigi da barzelletta, e smontandoli pezzo pezzo, aiutando a capire come una domanda sincera, la rinuncia alla battuta facile, la capacità di ascoltare senza fare commenti, etc etc, aiutino a sciogliere i nodi, e forse anche i grovigli del conflitto e possono portare ad una soluzione condivisa dei problemi grandi e piccoli della vita di coppia.

Per litigare bene non serve essere in due

«Basta che uno solo dei “contendenti”  diventi consapevole delle dinamiche che regolano i conflitti e che cambi atteggiamento perché tutta la situazione si modifichi e anche uno scontro partito male ritorni in carreggiata» assicura Novara. «Guai a dirsi “non litigheremo mai”, “non litigherò più”: è come togliere carburante alla relazione. Bloccarla in un’armonia formale. Ma», conclude il pedagogista, «le persone si trovano per pregi e difetti simili. Se uno dei partner già è disposto a imparare il buon litigio, l’altro facilmente prima o poi l’asseconderà. Insomma, come già di un film si dice  “bellissimo, fa tanto piangere” , così si dovrebbe dire “è una bella coppia, litigano tanto bene”.

Luisa Brambilla

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