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Si possono portare i bambini al cimitero?

Si possono portare i bambini al cimitero?

Il 2 novembre è tradizione portare i fiori al cimitero. Probabilmente lo abbiamo fatto tutti, da piccoli. Ma oggi ha senso portare i bambini al cimitero? Quello della morte è l’ultimo degli argomenti che affrontiamo con un bambino. Se lo facciamo è solo perché siamo costretti a confrontarci, spinti da un lutto che lo riguarda, per rispondere alle sue domande.

I morti, questi sconosciuti

Questo avviene perché oggi la malattia e quindi anche la morte avvengono quasi sempre altrove, all’ospedale o in televisione, lontano dai loro occhi, e istintivamente si cerca di proteggere i bambini dal dolore della perdita di una persona cara. Li si tiene lontani dalla morte, perfino nascondendo la propria sofferenza ed evitando di parlarne.

Ma un lutto in famiglia costringe a parlarne. Prima di tutto perché i bambini amano e provano dolore. E questo dolore, questo senso di scomparsa devono poterlo condividere con chi ama, per non lasciarsi sopraffare da un senso di perdita che non può superare da solo. I credenti si affidano all’attesa dell’aldilà e alla consolazione della preghiera, i non credenti valorizzano la memoria di chi non c’è più.

I morti, parte della loro storia

In questo contesto si può leggere l’occasione di visitare il cimitero assieme ai genitori, per il 2 novembre. E’ il modo per ripercorrere la storia di famiglia, di condividere il senso di partecipare di una comunità, nella quale sono inclusi i vivi e i morti. Oltretutto in questa occasione i cimiteri, anche i più grandi, sono pieni di gente, di fiori. E’ dunque il momento per vivere in serenità il ricordo delle persone a cui si è voluto bene.

Ma il dolore deve essere misurato

Naturalmente deve esserci serenità nelle persone che accompagneranno il bambino. Non vuol dire che i genitori non debbano esprimere il loro dolore, la loro malinconia, ma  le lacrime non devono essere di disperazione, cioè il bambino non dovrebbe trovarsi  a fare da sostegno alla sofferenza, incommensurabile, dell’adulto.

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