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Animali in vacanza

Animali in vacanza

Il 50 per cento degli alberghi  e dei campeggi in Italia (dati Assalco, maggio 2017) si dichiara “amico degli animali”. Un plebiscito che prima sorprende piacevolmente, ma poi insopettisce.
Che cosa si nasconde dietro un’etichetta così generica e che sbandiera quanto facile sia stare con gli animali in vacanza? «Molte strutture sono amichevoli solo di nome», osserva Marco Fabris, fondatore di Trip For Dog, guida turistica a 4 zampe online, specializzata nel settore dei viaggi con gli animali (www.tripfordog.com). «Per esempio, se tutti gli hotel che si dichiarano “amici degli animali” sono disponibili ad accogliere cani di piccola o di media taglia, quando si va a fondo sono molti di meno quelli che accettano cani di taglia grossa (quelli classificati dai 25 kg in su)». Anche il costo del soggiorno dell’animale è molto variabile: in alcune è gratuito, in altre si può arrivare a 10-15 euro (hotel a cinque stelle). Il supplemento medio, comunque, è di 3-5 euro. Che cosa valutare? «Che ci sia una zona sicura nei dintorni per farlo scorazzare e la presenza nelle vicinanze di un veterinario aperto 24 ore su 24», suggerisce Fabris. Conviene sempre fare una telefonata alla struttura, comunque. «Anche se in rete si trovano molte informazioni, non sempre l’aggiornamento dei dati è tempestivo», aggiunge Marco Fabris.
A recensire le strutture che “davvero” accolgono i quattro zampe con le dovute attenzioni è anche Marco Anelli, blogger e conduttore di CanGattiTVChannel. Da qualche anno gira l’Italia in compagnia di Artù, il suo inseparabile beagle. Ci racconta: «Dalle mie esperienze è nato prima un programma televisivo e anche una App, Italia di Artu, gratuita, in cui gli utenti possono trovare informazioni e consigli».

Animali domesticiCome prendersene cura

Animali in vacanza: vita da spiaggia

Studiarsi a fondo i regolamenti per impostare bene la routine

Per entrare in spiaggia, come in hotel, è necessario che Fido sia in regola con le vaccinazioni; se si tratta di una femmina, inoltre, non deve essere in periodo di ovulazione. Naturalmente le regole di buona educazione vanno osservate qui come per strada: l’onere di raccogliere le deiezioni è sempre a carico del padrone, anche in mezzo alla natura.
Ombrelloni, o tendine che assicurino zone d’ombra, ciotole, doccette di acqua dolce per risciacquare il pelo (l’acqua salata lo indurisce e lo rovina) sono i servizi base che una spiaggia per cani dovrebbe assicurare.
Tra le spiaggie che accettano cani ci sono anche molte Bandiere Blu, da quando avere spazi adatti è divenuto un criterio di selezione. «Ma certo la varietà dell’offerta tra spiaggia e spiaggia resta grande», osserva il blogger Marco Anelli. «In alcuni stabilimenti il cane può sostare sulla spiaggia, ma non gli è permesso fare il bagno in mare, o è gli consentito farlo solo in determinati orari (al mattino presto o nel tardo pomeriggio), in altre sono a disposizione piscinette in cui il cane può rinfrescarsi».
E se il proprio cane tollera poco gli altri? «Alcune spiagge hanno zone recintate, con sdraio e ombrellone singolo», continua Anelli. «È fondamentale informarsi prima, per essere sicuri che il posto corrisponda alle nostre esigenze».

Organizzare il viaggio in anticipo

Oggi anche i mezzi di trasporto sono sempre più attrezzati

Su Trenitalia e Italo, per esempio, i cani possono salire senza problemi (con qualche differenza a seconda delle taglie, sia come modalità di trasporto sia come prezzo del biglietto).
Sulle navi della Tirrenia e della Sardinia Ferries, sono previste ormai anche cabine “dedicate”, con pavimento in linoleum e procedure di pulizia che seguono un iter speciale, per garantire il massimo dell’igiene. In più, è garantita una zona passeggiata all’aperto dove prendere aria e dare soluzione a certe “necessità” (ma è possibile che scaraventato in un ambiente insolito se non “ostile” il cagnolino sI metta sulla difensiva e si rifiuti di fare pipì finché nonè sbarcato.
Più complicato il viaggio aereo: le regole per il trasporto variano a seconda della Compagnia con cui si viaggia e capita di scontrarsi con regolamenti nazionali e internazionali. Su qualsiasi mezzo, naturalmente, è richiesto che il cane sia in regola con tutti i documenti.

di Francesca Mascheroni

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